Notizie Librarie
Taccuino di Dino Campana
di Francesco Tentori
da: La Fiera Letteraria n. 29, 17 luglio 1949
Non è facile parlare di chi fa paura: Campana come Nietzsche, come Hölderlin e tutti i poeti destinati alla dispersione della loro anima, è ancora per noi vicini qualcuno che agita parole di sgomento. Le sue pagine, una fantasmagoria patetica e malinconica tagliata da luci e dal rumore dei ricordi; paesaggi sempre «rivelati» e poi perduti, una memoria d'altra vita, di una terra diversa; un’allegoria dove i simboli e i corpi vivi sono la stessa cosa; una violenza incatenata che si libera nel delirio delle parole.
Majakowsky nel 1930
Per piacere
Una tazza di tè
dall'Avanti, del 24 Febbraio 1951
di Francesco Monterosso
QUANDO nel 1922 Majakowsky si recò per la prima volta a Parigi, aveva appena ventinove anni, ma il suo nome di poeta aveva da tempo varcato i confini della sua patria. Vi arrivò come semplice turista, e tutt'altro che come turista di classe. Majakowsky non sapeva neppure una parola di francese, il suo bagaglio linguistico consistendo solo in una conoscenza formidabile della lingua della sua terra e in non più di dieci parole d'inglese.
Un grave lutto per la cultura italiana
Significato di Malaparte
di Franco Matacotta
da “Il Paese”, 20 luglio 1957
(Curzio Malaparte morì a Roma il 19 luglio 1957)
Una biografia di interventi - L'ultimo degli isolati romantici - Illuminismo regionale e riflesso di certi scrittori della seconda metà del '700 italiano nell'opera dello scrittore toscano - L'ingresso nel mondo del socialismo è coinciso con l'esperienza della sofferenza
L'esperienza di Curzio Malaparte scrittore è strettamente legata alla sua esperienza di uomo. Se può avere ancora un valore il riferimento dannunziano che la critica ha fatto a proposito della sua opera letteraria, esso è da intendersi ormai più come riferimento storico che estetico. Se c'è un nesso fra Malaparte e D'Annunzio, è un nesso di costume.
La Tesi di Franco Matacotta: La Bibliografia
a cura di Cino Matacotta
B I B L I O G R A F I A
OPERE DI DINO CAMPANA
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CANTI ORFICI 1914 |
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CANTI ORFICI E ALTRE LIRICHE 1928 |

INEDITI DI CAMPANA NELLA TESI DI LAUREA
DI FRANCO MATACOTTA
a cura di Cino Matacotta
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L’ultima sezione de “Dino Campana e del sogno come mito”, elaborata nella prima metà del 1938, riporta per la prima volta sei composizioni poetiche tratte dalle carte campaniane che stavano nella soffitta di Sibilla Aleramo in Via Margutta.
La breve introduzione fa intendere che le liriche trascritte fossero contenute in un taccuino, gualcito pure lui come il volume di Villon citato prima, e che dalla pubblicazione del 1949 sarebbe stato conosciuto come Taccuino Matacotta.
Frontespizio dell'originale manoscritto della Tesi di Franco Matacotta,
e i fogli di giornale che l'hanno conservato. Foto dall'Archivio Franco Matacotta
DINO CAMPANA
o del sogno come mito
a cura di Cino Matacotta
Premessa
DINO CAMPANA è l'aspetto epico, l'arte folle di tentare l'unità al destino della sua ragione, di ricondurla alle leggi fatali e impersonabili della natura, facendo dell'umano e del mondo naturale un'unica natura con le stesse leggi, con gli stessi principi e gli stessi movimenti. Questo incontro dell'uomo con la natura si attua per l'arte. Al centro il mondo non è che tranquillo regno di forze che si ridestano periodicamente, per motivo e virtù di melodia. Il mondo lirico, esausto, ma sano, le cui leggi sono precise e dove l'uomo non è che una viva colonna di sangue che assume, in arte, della sua muta armonia, spera sogni imperennemente. Al centro nasce la natura sognante.
Franco, mio padre, fratello di Dino
di Cino Matacotta
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Il figlio di un poeta, tanto più se illetterato come me, vede sempre il lato umano di suo padre prima di quello poetico.
La stessa cosa, immagino, capita a un fratello minore verso un fratello molto più grande. Questa secondo me è la chiave per comprendere il punto di vista di Franco Matacotta su Dino Campana.
Il neanche ventenne Franco, studente provinciale e poeta ancora completamente inespresso, incontra Sibilla Aleramo e si ritrova all’improvviso coinvolto in una relazione più grande di lui.



