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Franco Matacotta risponde a Vallecchi

 

dall'Archivio Franco Matacotta

 

curato da Cino Matacotta

 

 

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Enrico Vallecchi a Franco Matacotta

 

Dall'Archivio Franco Matacotta

 

a cura di Cino Matacotta

 

 

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Nikolaj Gumilëv

 

Nikolaj Gumilëv

 

Perle

 

 traduzione di

Franco Matacotta

 

prima edizione italiana a cura di

Stefano Fumagalli

 

Passigli Editore 

 

 

di Paolo Pianigiani

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UN MESSAGGIO DI GIOVANNI CAMPANA AL FIGLIO DINO

 

 

di Cino Matacotta

 

 

Su una cartolina postale recante un saluto di cortesia, inviata da Bengasi con l’altisonante timbro “Stato Maggiore – Governo della Cirenaica” in un giorno dell’ottobre 1915 da un tal Vasco Borghi e indirizzata “Al Signor / Giovanni Campana / Direttore Didattico / Marradi”, Giovanni Campana scrisse un breve messaggio in inchiostro rosso per il figlio:

 

“Caro Dino, non vengo stasera perché sono occupato e so che stai benino, verrò domani sulle 11. Saluti affettuosi, anche dalla mamma tua.”1

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Notizie Librarie

 

Taccuino di Dino Campana

 

di Francesco Tentori

 

da: La Fiera Letteraria n. 29, 17 luglio 1949

 

Non è facile parlare di chi fa paura: Campana come Nietzsche, come Hölderlin e tutti i poeti destinati alla dispersione della loro anima, è ancora per noi vicini qualcuno che agita parole di sgomento. Le sue pagine, una fantasmagoria patetica e malinconica tagliata da luci e dal rumore dei ricordi; paesaggi sempre «rivelati» e poi perduti, una memoria d'altra vita, di una terra diversa; un’allegoria dove i simboli e i corpi vivi sono la stessa cosa; una violenza incatenata che si libera nel delirio delle parole. 

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Majakowsky nel 1930

 

Per piacere

Una tazza di tè

 

dall'Avanti, del 24 Febbraio 1951

 

di Francesco Monterosso

 

 

QUANDO nel 1922 Majakowsky si recò per la prima volta a Parigi, aveva appena ventinove anni, ma il suo nome di poeta aveva da tempo varcato i confini della sua patria. Vi arrivò come semplice turista, e tutt'altro che come turista di classe. Majakowsky non sapeva neppure una parola di francese, il suo bagaglio linguistico consistendo solo in una conoscenza formidabile  della lingua della sua terra e in non più di dieci parole d'inglese. 

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Un grave lutto per la cultura italiana

 

Significato di Malaparte

 

di Franco Matacotta


da “Il Paese”, 20 luglio 1957

(Curzio Malaparte morì a Roma il 19 luglio 1957)


Una biografia di interventi - L'ultimo degli isolati romantici - Illuminismo regionale e riflesso di certi scrittori della seconda metà del '700 italiano nell'opera dello scrittore toscano - L'ingresso nel mondo del socialismo è coinciso con l'esperienza della sofferenza

 

L'esperienza di Curzio Malaparte scrittore è strettamente legata alla sua esperienza di uomo. Se può avere ancora un valore il riferimento dannunziano che la critica ha fatto a proposito della sua opera letteraria, esso è da intendersi ormai più come riferimento storico che estetico. Se c'è un nesso fra Malaparte e D'Annunzio, è un nesso di costume. 

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  1. La Tesi di Franco Matacotta: La Bibliografia
  2. INEDITI DI CAMPANA NELLA TESI DI LAUREA DI FRANCO MATACOTTA
  3. Franco Matacotta: DINO CAMPANA o del sogno come mito
  4. Franco, mio padre...

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