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Consigli benevoli

 

di Ardengo Soffici (A.S.)

 

Da: La Voce del 25 febbraio 1909

 

 

Di Luisa Giaconi, buon’anima, la quale come scrittrice non valeva proprio nulla, non avremmo, di certo, fatto parola, mai, se il Marzocco non ci venisse assordando – chi sa perchè – da più mesi con le sue fanfare laudative e non volesse farci ingollare per forza, l’opera di lei come gran cosa.

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Libro85EnricoConsoliniSebastianoVassalli 

Enrico Consolini con Sebastiano Vassalli

 

 

DINO CAMPANA, LE MIE LETTERE SONO FATTE PER ESSERE BRUCIATE, NON SACCHEGGIATE

 

DI PAOLO PIANIGIANI

 

 

 

Prima edizione 2005

 

Succede a volte che uno si arrabbi : un’arrabbiatura sorda, spontanea, che nasce dal profondo, che ti si diffonde addosso, fino nell’ultima cellula dell’anima, qualora ne avessimo una: e provoca d’istinto una reazione liberatoria, una voglia di giustizia immediata e sommaria. Provoca una risposta cattiva: questa.

Succede quando, da parte di qualcuno, si progetta e si realizza un attacco immotivato, profondamente ingiusto, verso persone che non si meritano né attacchi né accuse. In questo caso verso una persona che per il proprio lavoro, per la propria professionalità di studioso, merita invece rispetto e profonda riconoscenza : lo scrittore Gabriel Cacho Millet.

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Amalia Guglielminetti, fotografata da Mario Nunes Vais

 

 

Giovanni Boine

 

Plausi e botte

 

III Edizione con aggiunte e altri scritti a cura di Mario Novaro

Guanda Editore - Modena, 1939

 

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Le carte vaganti di Dino Campana

 

di Paolo Pianigiani

 

 

Riportato alle cronache popolari dal film di Michele Placido, Dino Campana è tornato a far parlare di sé: convegni, pubbliche letture, premi letterari, articoli su giornali e riviste: come questo. Nacque a Marradi, il 20 Agosto 1885 e morì nel cronicario (ultimo rifugio per matti giudicati inguaribili) di Castelpulci il primo marzo del 1932, sembra per setticemia, che si era procurato scavalcando un filo spinato.

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Sebastiano Vassalli

 

 

Dino Campana le solite bugie

di Sebastiano Vassalli

da: La Repubblica del 11 marzo 1995

 

 

Non c'è pace per il poeta forse più grande, certamente più disgraziato del nostro Novecento. Una insulsa crociata campanilistica ne rivendica le spoglie - sepolte nella chiesetta romanica di Badia a Settimo presso Firenze - al cimitero comunale di Marradi, il paese in cui nacque e di cui, per un quindicennio, fu "il matto" e ora, un'operazione editoriale che definire discutibile sarebbe eufemistico, perché non ci sono aspetti positivi che possano essere discussi, soltanto aspetti negativi, rimette in circolazione un testo che fu, è e continuerà ad essere il cavallo di battaglia di quanti perseguitarono Dino Campana da vivo e vogliono continuare a perseguitarlo da morto.

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Vassalli, la guerra infinita

 

Chi ha «tradito» Dino Campana?

 
Polemica. Nel nome del poeta, 14 anni di accuse tra lo scrittore e il Comune di Marradi

 

di Mario Baudino

 

da La Stampa, Società e Cultura, domenica 12 Aprile 1998

 
 
«I libri rendono infelici... mi hanno fatto soffrire», avrebbe detto, forse sul letto di morte, lo psichiatra Carlo Pariani che ebbe come paziente Dino Campana, uno dei grandi poeti del nostro Novecento, nel manicomio di Castelpulci.

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Dino Campana, poeta a cavallo della cometa di Halley

Una biografia-racconto di Vassalli

 

di Maurizio Cucchi

 

(recensione a : Sebastiano Vassalli: «La notte della cometa». Einaudi, 240 pagine, 18.000 lire)

 

Su Tuttolibri, anno XI, n. 436. Supplemento a La Stampa del 5 Gennaio 1985

 

 

Chissà, forse sarebbe meglio se artisti, scrittori, poeti, potessero scomparire nell'opera, dandosi da fare, prima di andarsene, per cancellare ogni possibile traccia, per distruggere ogni documento o testimonianza della propria vita. È commovente l'interesse di chi si affanna attorno alla biografia di un autore amato; ma è sempre, anche, l'attività del biografo, o del lettore di biografie, un po' indecente e crudele.

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  1. Lasciate in pace la follia di Campana
  2. Vassalli, su Dino Campana molte falsità
  3. Campana e il «partito dei marradesi»
  4. Renato Martinoni: Ancora su Dino Campana

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