

Lettera a Carrà, 25 Dicembre 1917 , dal Fondo Carlo Carrà al Mart di Rovereto
Una massima buddista nelle lettere di Dino Campana a pochi giorni dal suo internamento definitivo in manicomio
di Cino Matacotta
Archivio Franco Matacotta, Parrano
24 dicembre 1917
Vigilia di Natale e meno di venti giorni dall’internamento definitivo in manicomio. Dino Campana spedisce due lettere, in realtà è una sola, scritta dapprima frettolosamente per Carlo Carrà e poi ricopiata in bella, con qualche taglio e qualche aggiunta per Elisa Albano. Esattamente un anno prima, Dino e Sibilla avevano passato la loro ultima notte di intimità nel grande e soffice letto dell’albergo di Marradi. Ora, Dino sta vivendo la sua crisi più profonda: chi lo incontra riporta discorsi sconclusionati, ubriacature devastanti, propositi suicidi.
Un portale per Dino Campana
Chi siamo e cosa facciamo
di paolo pianigiani
Condividere e diffondere: questo è il programma e gli scopi che si sono dati gli autori del nuovo portale dedicato al Poeta di Marradi. Si tratta di un grande archivio virtuale, in continuo arricchimento, dove è possibile trovare e scaricare moltissimi testi, rari e introvabili, messi a disposizione dalla redazione, sparsa in tutto il mondo e coordinata da un direttore di eccezione, che risponde al nome di Anselmo Geribò.
Bargellini e la tomba di Campana
Da Reality, n. 19 / Maggio anno 2003
di Marco Moretti
Ringrazio Marco Moretti e Mirna Gentilini per avermi inviato questo articolo.
(Paolo Pianigiani)

Piero Bargellini in una foto degli anni Trenta. (courtesy fam. Bargellini)
La traslazione delle ossa di Campana nel 1942, decennale della morte. Si distinguono Papini, Vallecchi, Bottai, in seconda fila Bargellini e nel fondo Vittorini e Rosai.
Qui sopra il certificato medico per l’internamento di Campana
LA NAZIONE TERZA PAGINA
3 agosto 1985
Dino Campana
E Campana entrò in manicomio
L’amarezza suscitata dal rifiuto della poesia
di MARCO MORETTI
Ringrazio Marco Moretti e Mirna Gentilini per avermi inviato questo articolo.
(Paolo Pianigiani)
Quando nel novembre del ’26 lo psichiatra Pariani iniziò l'osservazione del «caso» Campana, invitando il poeta a parlare dei Canti Orfici si sentì rispondere che quel libro serviva «ad ammazzare la gente».
Da otto anni rinchiuso nel manicomio di Castel Pulci, Dino farneticava quetamente di chiamarsi Edison e di essere in grado d'esercitare forme di suggestione sui continenti, provocare terremoti e guerre, inseminare artificialmente le principesse d’Europa eccetera eccetera.

Dall'Archivio di Mirna Gentilini, che ringrazio, questo bel ricordo uscito su La Nazione del 2 Novembre del 1976.
A destra Gabriel Cacho Millet che insieme a Mario Maranzana parla con il critico Claudio Marabini.
(Paolo Pianigiani)

Consigli benevoli
di Ardengo Soffici (A.S.)
Da: La Voce del 25 febbraio 1909
Di Luisa Giaconi, buon’anima, la quale come scrittrice non valeva proprio nulla, non avremmo, di certo, fatto parola, mai, se il Marzocco non ci venisse assordando – chi sa perchè – da più mesi con le sue fanfare laudative e non volesse farci ingollare per forza, l’opera di lei come gran cosa.
Omaggio a Badia a Settimo alla tomba di Dino Campana
Una delegazione è giunta da Marradi guidata dall’assessore alla cultura del comune
Espresso il desiderio di riportare nel paese natale la salma del poeta
Ringrazio Mirna Gentilini e Silvano Salvadori per avermi mandato questo interessante articolo del 1976 in cui si ricorda un omaggio a Campana che si svolse a Marradi il 30 e il 31 ottobre e si concluse a Badia a Settimo il primo novembre
Paolo Pianigiani
(m.b.) - A Badia a Settimo, nel territorio di Scandicci, alla presenza di Piero Bargellini, si è concluso lunedì 1° novembre il ciclo delle manifestazioni in omaggio al poeta marradese «Dino Campana».
L’iniziativa promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Marradi, ha trovato una vasta eco di consensi. Il programma prevedeva, in chiusura, la deposizione di una corona sulla tomba del poeta, situata in degna cornice per interessamento del professor Bargellini, sotto la navata sinistra della chiesa di San Salvatore a Settimo la cui origine risale alla fine del VII secolo.
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