campanadino.it/new4
  • Home
  • Eventi
  • Biografia
  • Notizie
  • Studi
  • Affondi
  • Plausi e Botte
  • G. C. Millet
  • Franco Matacotta
  • Contributi d'immagine
  • L'epoca di Campana
  • Libri
  • Le traduzioni
  • Contatti

 

Gabriel e Marga, foto di Alena Fialová. Roma 2006

 

Leggi tutto …

Francesco Galeotti: Dino e Sibilla

 

FRANCESCO GALEOTTI, CAMPESINO Y PINTOR 

 

GABRIEL  CACHO MILLET,

ROMA, 2001

 

 

En un lugar olvidado por Dios y por Florencia,

que otra gloria no tiene que el nombre de un poeta,

allá, donde malherido alzó el vuelo el último halcón,

un campesino suelta el buey

Leggi tutto …

    Andrea Zanzotto

     

    Un ricordo di Andrea Zanzotto

     

    Gabriel Cacho Millet

     

    Pubblicato su Transfinito.eu

     

    (24.10.2011)

     
     

    Era il 25 maggio 2002, a Bologna, quando Andrea Zanzotto ricevette con tutti gli onori il Premio Campana e disse nel suo intervento finale che il poeta dei Canti Orfici era "una figura difficilmente catalogabile". Nel dopocena si tornò a parlare dell’argomento. Rimasti in pochi (Niva Lorenzini, Marco A. Bazzocchi e qualche altro professore dell’Università), ci attardavamo a tavola. Zanzotto era visibilmente stanco, quando qualcuno disse che ero nato in Argentina.

    Leggi tutto …

     

     

     

    Gabriel Cacho Millet

     

    Le lunghe braccia dell’autunno

    (testo teatrale)

     

    Mauro Baroni editore 2006

     

    Da: La Nazione, ed. Lucca, sabato 4 Febbraio 2006

     

    Quel fascino senza età della cultura

     

    LUCCA — Le lunghe braccia dell’autunno, un dramma in due atti dell’argentino G.Cacho Millet, già studioso di Campana, percorre un arco di vita di Sibilla Aleramo, antesignana della emancipazione femminile fin dai primi del ’900:

    «garibaldina dell’alfabeto, mi chiamavano allora. Nessuna donna si è battuta per le altre come me. Parlai per tutte».

    Leggi tutto …

     

    foto giovanna diletti campana seppia 1

    Gina Diletti Campana

     

    Giovanna Diletti Campana: Ricordi su Dino Campana

     

    Da: Souvenir d’un pendu, Carteggio 1910-1931, a cura di Gabriel Cacho Millet

     

    Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 

     

     

     

     

    Giovanna Diletti Campana detta Gina (1875-1967), moglie di Torquato Campana (zio del poeta e suo maestro, scrisse questi Ricordi a Bologna nel 1965, all’età di novantanni, senza nessuna intenzione di eventuali pubblicazioni, ma dettati dal desiderio di lasciare a suo figlio Lello (Raffaello) quelle "poche cose“ che ricordava del suo nipote poeta.


    Dino nacque [a Marradi il 20 agosto 1885, alle ore 14,30] nella casa di proprietà dell'ingegnere Vincenzo Mughini. Sua mamma [Francesca Luti detta «Fanny«, 1857-1925], essendo allora sposa giovane, non sapeva fasciarlo, usava allora, e d'era una barbaria, di fasciare i piccini da sotto le braccia fino ai piedini e richiedeva certo un po' ďabiltà.

    Supplivano per lei Marianna e Barberina [Bianchi], due zitelle che abitavano allo stesso piano. Barberina era levatrice e così si può ben dire che fu allevato da loro. Dino si affezionò a loro e loro a Dino.Dopo qualche anno nacque Manlio [1888]. Io conobbi Dino durante il mio viaggio di nozze, era allora nel collegio dei Salesiani a Faenza, avrà avuto 11 o 12 anni. Andammo a trovarlo mio marito ed io, era in ricreazione e venne da noi in parlatorio, tutto sudato, teneva in mano il frustino e la trottola. Anche i maestri dei Salesiani lo giudicavano di grande ingegno, ma era uno scarabocchione disordinato. Dopo la nascita di Manilo, [Ninni], il cocco Dino passò in seconda, o per meglio dire in terza linea. Ninni sempre Ninni solo Ninni.

    Leggi tutto …

     

     

     

     

     Occhi spiritati, capelli alla van Gogh, aria da lirico fuggiasco: è così che a Bologna, nel 1914, si poteva incontrare sulla porta di un bar il giovane poeta Dino Campana. E magari acquistare dalle sue stesse mani una delle prime copie dei Canti Orfici...

     


     

    Dino Campana, via Zamboni 52

     

    di Gabriel Cacho Millet 

     

    da: Rivista "IBC" X, 2002, 3

     

     

     

    Dal 25 maggio al 29 giugno 2002 una mostra bolognese ha divulgato autografi e documenti originali relativi alla permanenza di Dino Campana a Bologna negli anni che precedono la stampa dei Canti Orfici (1914), esaminando in particolare i rapporti tra il poeta e i periodici goliardici. L'esposizione, curata da Marco Antonio Bazzocchi e Gabriel Cacho Millet, è stata organizzata dalla Biblioteca dell'Archiginnasio (dove ha avuto luogo) ed è stata promossa dall'Associazione "Premio letterario Dino Campana" e dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'IBC (che con la Biblioteca dell'Archiginnasio ha recentemente acquisito gli originali campaniani del Fondo "Ravagli"). Dal catalogo - I portici della poesia: Dino Campana a Bologna (1912-1914), edito dall'IBC e da Pàtron Editore nella collana ERBA - Emilia Romagna Biblioteche Archivi (46) - pubblichiamo un estratto del saggio di uno dei curatori.

    Leggi tutto …

     

    Gabriel Cacho Millet con la sua mamma

     

    Leggi tutto …

    1. Archivio Comune di Marradi: Il Passaporto per l'Interno
    2. Un grazie da Sebastiano
    3. La bibliografia di Gabriel Cacho Millet
    4. Una intervista a Gabriel, nel 2013

    Pagina 1 di 6

    • 1
    • 2
    • 3
    • 4
    • 5
    • 6