Da Saint-Gilles a Froid-Mont, dalla Prigione al Manicomio
BELGIO 1908:
PRIGIONE E MANICOMIO
di Odoardo Spoglianti
da: L'Informatore librario
15 marzo - 15 aprile 1982
Dino Campana sbarcò ad Anversa (Belgio), proveniente da Odessa, imbarcato in Argentina come mozzo, in un giorno e in una stagione imprecisata del 1908.
Siccome aveva abitato per 8 mesi in Argentina da uomo libero, laggiù nella pampa assolata, lui vagabondo intellettuale si precipita, come per rifarsi di un lungo digiuno, al Musée des Beaux-Arts.
Dino Campana
Storie d'amore e di follia
di
Odoardo Spoglianti
da:
La Domenica del Corriere, n. 46, 14 novembre 1981
a cura di Claudio Mercatali

Una lettera inedita
Dino Campana e (Villa) Irma
di Andrea Cogerino
Da: L’Avventura dei Canti Orfici,
Firenze, Edizioni Gonnelli, 2014
Ringrazio Andrea Cogerino di avermi autorizzato a pubblicare questa bellissima lettera di Dino.
(paolo pianigiani)
Nel 1917 i miei bisnonni ospitarono a Rubiana "il poeta matto", Dino Campana. Negli anni Ottanta e Novanta mia nonna Alice, figlia di Irma Gallo e Renzo Bottinelli, mi parlava spesso del "poeta pazzo" che sua madre (e suo padre) ospitò tanti anni prima. Stando ai racconti di famiglia che per decenni — quasi cento anni a questo punto — si son tramandati, il poeta Dino Campana era una persona buona e sensibile, ma molto solitaria e sofferente, e un po' matta: andava nel fiume Messa d'inverno (un'ora a piedi dal Mollar, dov'era ospitato presso Villa Irma), spaccava il ghiaccio e faceva il bagno. Mia nonna Alice mi raccontava spesso anche di lettere che il poeta scrisse a sua madre, Irma, e mai ritrovate. A metà degli anni Novanta i miei nonni se ne andarono, e delle lettere non si seppe più nulla.
IL RITORNO DI DINO CAMPANA DAL BELGIO: QUATTRO DOCUMENTI INEDITI
di Caroline Mezey
Bedford College, London
Da: Modern Language Review, Vol. 4, ottobre 1983
traduzione di Andreina Mancini e Paolo Pianigiani
Le circostanze della vita di Campana, i suoi atteggiamenti bohémien, i suoi viaggi in paesi stranieri, la perdita del manoscritto dei Canti Orfici e la tragedia dei suoi ultimi anni hanno teso a focalizzare l'attenzione critica sul poeta come poète maudit. I tentativi dei suoi biografi di stabilire una cronologia certa e dettagliata della sua vita sono stati in gran parte frustrati dalla scarsità della documentazione originale.
Molte informazioni sono ovviamente contenute nella trascrizione del Dr. Pariani delle conversazioni con il poeta a Castel Pulci, e ulteriori informazioni sono state fornite da Enrico Falqui, la cui conoscenza di amici e parenti del poeta gli ha fornito una fonte pronta di materiale di "seconda mano".1
1) C.Pariani. Vita non romanzata di Dino Campana, seconda edizione (Milano, 1978); E. Falqui, Per una cronistoria dei canti Orfici (Firenze, 1960) e ripubblicato in Opere e contributi, I (Firenze, 1973). Tutti i riferimenti alle pagine si riferiscono all'edizione successiva.
La documentazione originale, tuttavia, non è stata pubblicata, e particolarmente deplorevole è stato il silenzio sul periodo tra la fine degli anni universitari di Campana a Bologna (1907) e la sua iscrizione all'Università di Genova nel 1912.
Leonetta Cecchi Pieraccini, ritratto di Emilio
I manoscritti del poeta pazzo Dino Campana
di Maria Cristina Brunati
Ringrazio la dott.ssa Brunati per avermi permesso di pubblicare il suo articolo. (p.p.)


Immagine di proprietà della famiglia Bausi. Firenze
In gennaio, sui monti di Dino Campana
3. Verso il passo del Muraglione, e oltre.
di Andrea Benati Romagnoli
Riassunto delle puntate precedenti
Qui, abbiamo seguito l’escursione della comitiva identificata da Stefano Drei - partita il 2 gennaio 1912 da poco fuori Marradi e diretta alla Falterona - fino allo sguardo sulla cascata dantesca dell’Acquacheta (la cosiddetta “Caduta”).




