Una copia sconosciuta dei Canti Orfici

 

di Stefano Verdino

 

Pubblicato su WUZ, storie di editori, autori e libri rari, anno III, n° 2, marzo aprile 2004

 

 

 

"A Luchaire e alla Francia / perché ci vendi­chi / Dino Campana", è la dedica, che si legge in un esemplare dei Canti Orfici, re­centemente trovato a Parigi dal collezionista e stu­dioso del libro, Beppe Manzitti, non nuovo a que­ste scoperte (qualche anno fa a Firenze, ritrovò nientemeno che il primo manoscritto di poesie di Mario Luzi, con i testi di La barca e molti inediti).

La dedica autografa su tre righe si legge nella prima pagina di occhietto di quest'esemplare per molti versi interessante: esso appartiene al gruppo di copie che hanno subito modifiche per volontà dell'autore: la rimozione della pagina con la dedi­ca all'Imperatore Guglielmo II e la cancellazione della scritta “Die Tragodie des letzen Germanen in Italien” dalla quarta di co­pertina. E con ogni probabili­tà è stato sempre Campana a strappare da questo esemplare anche la pagina di titolo ove figurava la stessa scritta in te­desco, di certo non indicata per un destinatario francese. L’esemplare prevede l' “errata­-corrige” all'ultima pagina e l'ultimo fascicolo (come in al­tre copie) è di misura diffor­me dal resto del volume.

 Taccuino Campana

 

DINO CAMPANA

TACCUINO

A cura di Franco Matacotta

 

EDIZIONI AMICI DELLA POESIA

Edizioni Amici della Poesia 1949

Corso Cavour 9 – Fermo (Marche)

 

 

PREMESSA

Qualche lettore sprovvisto, sfogliando le pagine di questo libriccino, potrà chiedersi quali motivi m’abbiano indotto a raccogliere questi minuti frammenti Campaniani, dato che, forse, nulla aggiungono alla maggiore comprensione del poeta e alla sua fama: specialmente dopo la pubblicazione degli “ Inediti ” fatta da Enrico Falqui, coll' amore e la perizia di cui bisogna, ogni volta, rendergli grazie. Ed effettivamente, pure ragioni critiche non esistono. Debbo perciò chiarire le mie intenzioni, perchè non sorgano equivoci di sorta.