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A proposito di "Ricordi di suoni e di luci"

 

Campana e i fantasmi 

 

di Paolo Puppa

 

da: Succedeoggi, 19 Agosto 2025

 

 

L'italianista Renato Martinoni, dopo aver per lunghi anni indagato sulla vita e sulla poesia di Dino Campana, gli ha dedicato un romanzo nel quale si confondono poesia e stramberie.

 

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Chants Orphiques 

 

Recensione di Romaric Sangars

 

Traduzione di Andreina Mancini

 

David Bosc

 

 

Dino Campana, poeta italiano dell’inizio del secolo scorso, è quasi sconosciuto al pubblico francese. Tuttavia, sia per la sua figura che per la sua opera, potrebbe essere inserito perfettamente nella nostra schiera di poeti maledetti. Fuggiasco e viaggiatore, pur essendo vittima di disturbi psichici, a 23 anni Campana partì per il Sudamerica, dove svolse vari mestieri (tra cui il pianista nei bordelli), prima di far ritorno in Europa per pubblicare a proprie spese i suoi Canti Orfici, nel 1914.

 

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Una copia sconosciuta dei Canti Orfici

 

di Stefano Verdino

 

Pubblicato su WUZ, storie di editori, autori e libri rari, anno III, n° 2, marzo aprile 2004

 

"A Luchaire e alla Francia / perché ci vendi­chi / Dino Campana", è la dedica, che si legge in un esemplare dei Canti Orfici, re­centemente trovato a Parigi dal collezionista e stu­dioso del libro, Beppe Manzitti, non nuovo a que­ste scoperte (qualche anno fa a Firenze, ritrovò nientemeno che il primo manoscritto di poesie di Mario Luzi, con i testi di La barca e molti inediti).

La dedica autografa su tre righe si legge nella prima pagina di occhietto di quest'esemplare per molti versi interessante: esso appartiene al gruppo di copie che hanno subito modifiche per volontà dell'autore: la rimozione della pagina con la dedi­ca all'Imperatore Guglielmo II e la cancellazione della scritta “Die Tragodie des letzen Germanen in Italien” dalla quarta di co­pertina. E con ogni probabili­tà è stato sempre Campana a strappare da questo esemplare anche la pagina di titolo ove figurava la stessa scritta in te­desco, di certo non indicata per un destinatario francese. L’esemplare prevede l' “errata­-corrige” all'ultima pagina e l'ultimo fascicolo (come in al­tre copie) è di misura diffor­me dal resto del volume.

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Il "matt" Dino Campana parla con le fate di assenzio e poesia

 

Un romanzo restituisce tormenti e vagabondaggi di un artista infelice

 

di Giovanni Tesio

 

da: tuttilibri, 8 Febbraio 2025

 

Lo aveva fatto con Cervo Bianco, il pellerossa che ingannò un po' tutti, lo ha fatto con Ligabue, il naïf di cui ha saputo cogliere più di ogni altro il versante elvetico della sua esistenza e della sua pittura, ora lo fa con Dino Campana, il poeta che ha a lungo studiato e di cui restituisce le "fate" e i fantasmi.

E' Renato Martinoni, l'italianista di grande competenza filologica, che ama indagare per via narrativa i segreti imperscrutabili di esistenze perturbate, di personalità complesse o complicate.

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  1. Renato Martinoni: RICORDI DI SUONI E DI LUCI
  2. CAMPANA, IL GUERRIERO ERRANTE
  3. Il Meridiano su Cultura Commestibile
  4. Il Taccuinetto faentino

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