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320 pubblicit canti orfici

 

www.campanadino.it

 

Un portale per Dino Campana

 

di Paolo Pianigiani

 

Vinci, in una chiassetto in discesa, anno 2005

 

 

Condividere e diffondere: questo è il programma e gli scopi che si sono dati gli autori del nuovo portale dedicato al Poeta di Marradi. Si tratta di un grande archivio virtuale, in continuo arricchimento, dove è possibile trovare e scaricare moltissimi testi, rari e introvabili, messi a disposizione dalla redazione, sparsa in tutto il mondo e coordinata da un direttore di eccezione, che risponde al nome di Anselmo Geribò. Chi è addentro alle cose campaniane, conosce certamente questo personaggio, chi non lo è, imparerà presto ad apprezzarlo. Oppure no, lo troverà antipatico e intrattabile. Dino Campana è uno dei nostri grandi poeti. Grande, insieme a Ungaretti e Montale per esempio.

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argentina pampa

 

Il Vademecum, in continuo aggiornamento...

 

a cura di Paolo Pianigiani e degli amici campaniani che vorranno collaborare con suggerimenti e integrazioni

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Dino Campana

La Verna

con quattro lettere di Sibilla Aleramo

a cura di Giuseppe Sandrini

Fotografie di Aldo Ottaviani

alba pratalia 2009

Verona

 


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20 agosto 1998, Gabriel Cacho Millet presenta Dolce Illusorio Sud a Marradi

 

 

In ricordo di Gabriel Cacho Millet,

un “campaniano de corazόn”

di Mirna Gentilini

“Come  un garofano privo di radice che  il “mal vento” porta dove vuole, tale era Dino Campana”. Così scriveva in un articolo del 1977 Gabriel Cacho Milett, profondo conoscitore di Dino Campana e della sua poesia.

Ora quel “mal vento” è arrivato anche per lui che se ne è  andato per sempre in questo fine anno 2016.

Tutti coloro che amano Campana sanno che non si può parlare di Dino senza fare riferimento a Gabriel e viceversa, perché il poeta di Marradi, che il caso ha posto sul suo cammino, ne ha segnato l’attività di  ricercatore e studioso illustre e accreditato, autore di ben otto libri oltre a vari saggi e ad un testo teatrale “Quasi un uomo” che a buon diritto lo accreditano come “biografo”  di Campana.

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 Il più lungo giorno: Dino Campana e Walt Whitman in Italia e in Sud America

 

di CATERINA BERNARDINI

 

da WWQR VOL. 33 N. 1 (SUMMER 2015)

 

 

Secondo Roger Asselineau, Dino Campana (1885-1932), autore della raccolta Canti Orfici (1914),1 fu il poeta italiano maggiormente influenzato da Walt Whitman.2 Tuttavia, le connessioni tra questi poeti non sono state esplorate a fondo né i critici hanno valutato le implicazioni della decisione di Campana di prendere Foglie d’erba con sé nel 1907, quando partì da Genova su una nave per l'Argentina, in quello che sarebbe diventato il viaggio che lo avrebbe completamente traformato in Sud America.3

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 Belfagor

 

 

RITRATTI CRITICI DI CONTEMPORANEI

DINO CAMPANA

di Fulvio Longobardi

Da Belfagor , Vol. 2, n. 1, 15 gennaio 1947

pp. 68-74

 

(Trascrizione di Andreina Mancini e Paolo Pianigiani)

Son mancante, stracciato, ebben guardate

s’è brutto quello che trasparirà;

il cuore dei poeti è ben talvolta

bello già da sé stesso e voi potreste

ben saperlo se solo voi credeste

o aveste un pochettin d'umanità.

Dino Campana

 

 

La poesia di Dino Campana ha subìto una strana sorte: i Canti Orfici pubblicati nel 1914 suscitarono appena qualche recensione (De Robertis, Cecchi) sui quotidiani, mentre nelle riviste letterarie l'avvenimento fu quasi ignorato. Vi fu l'articolo di Giovanni Boine sulla «Riviera Ligure» ma di notevole nient'altro. Le parole del Boine delineano con agrodolce franchezza l'ambiente da cui erano usciti e venivano a cadere propizi i Canti Orfici:

C’è in giro per l'arte contemporanea un fermento d'esaltazione, un'aria di novità e di anarchia, un tremore di angoscia che cerca sfogo. Ma c'è anche, e assai più, la preoccupazione di metterlo in mostra e di affermare la propria modernità spregiudicata colla rettorica dell'espressione. La ansiosa modernità di certa gente comincia al di fuori e resta al di fuori. C'è infine gente che finge la libertà essendone nell'intimo sprovvista; e poi che è persuasa dell'ovvia verità che la poesia è dei pazzi più pazzi, si finge dunque pazza e lo fa con scioltezza. Ma questo Campana, per lo stesso impaccio del suo parlare, quello che di elementare e ingenuo la cultura ha lasciato in lui, è, seDio vuole, un pazzo sul serio. Epperciò Te Deum.

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  • Dino Campana: Dolce Illusorio Sud
  • Il tema del concorso
  • Al Centro Studi Campaniani di Marradi il quinto “Concorso Nazionale di Prosa Lirica Inedita” dedicato a Dino Campana
  • Le cento pagine di poesia di Papini

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