«Ora è rinchiuso nel manicomio di Castelpucci». Così terminavano le brevi notizie che Papini e Pancrazi hanno scritto di Dino Campana davanti a una giudiziosa scelta delle sue cose, in quell'antologia degli Scrittori ďoggi, di cui i giovani letterati sogliono dir male fin che non sperano di comparirvi anche loro.

Teresa Tallone, foto Zani, Fondazione Gramsci, Roma
TERESA TALLONE
(Monza 28.2.1893 - Milano 27.2.1933)
di
Gigliola Tallone
2011-2022
Ringrazio la mia amica Gigliola per aver rivisitato, ampliato e averne permesso la pubblicazione, con l’aggiunta di nuove fotografie inedite,
il testo già pubblicato su www.archiviotallone.it
(paolo pianigiani)
"Dino Campana. La vertigine della poesia" fa parte di “Lezioni di Poesia”, un ciclo di incontri a cadenza mensile che per tutto il 2022 intende proporre analisi e riflessioni sui grandi protagonisti della poesia italiana e internazionale del ‘900.
Lezione di Gianni Turchetta, professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università Statale di Milano e critico letterario, ha pubblicato numerosi saggi sulla letteratura italiana dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri.
Ermanno Tallone a Venezia
ERMANNO TALLONE (CHICO).
Bergamo,10 luglio 1896 - Milano,11 gennaio 1963
di
Gigliola Tallone
curatrice dell’Archivio Tallone, Milano
Foto dell’Archivio Tallone, Milano
Ringrazio la mia amica Gigliola per aver voluto condividere con me, qui, sul sito di Dino Campana, un ricordo di suo Padre Ermanno.
(paolo pianigiani)
Risposta ai futuristi
di Ardengo Soffici
da:
La Voce , 19 Maggio 1910
(Direttore Prezzolini)
Due o tre giorni fa, ricevetti da Milano questo telegramma :
Ardengo Soffici, Firenze. Malgrado note ostilità vostri amici Voce contro futurismo noi conoscendo vostra coraggiosa campagna per grande Medardo Rosso e per risveglio arte italiana avendo letto vostro interessantissimo articolo impressionismo sentiamo bisogno esprimervi nostra fraterna ammirazione. Pittori futuristi: Boccioni, Ruspolo, Carrà: e poeli Marinetti, Paolo Buzzi.
La Cappellina di San Bernardo, alla Badia a Settimo. Foto del 1906
Da: «Il Frontespizio», a. X, n° 7, 1938, p. 441
Ritorno a San Colombano
di Piero Bargellini
Per la tomba di Dino Campana hanno inviato l’offerta:
Atti del convegno Firenze 18 - 19 marzo 1973
Seconda Giornata
EVOLUZIONE DEGLI STATI CROMATICO-MUSICALI
Di Maura Del Serra
(Trascrizione di Andreina Mancini)
Il tema di questo intervento costituisce in gran parte l'argomento di uno studio assai più ampio che esamina l'evoluzione della poetica di Campana; perciò non può e non vuole essere, in questa sede, una sorta di improbabile riassunto delle indagini stilistiche e testuali su cui si basano le conclusioni di quello stesso studio, che riguardano il divenire aperto delle immagini lungo l'intero arco temporale dei Canti orfici, che è notoriamente molto composito. Mi sembra dunque che qui possa risultare utile prendere le mosse, come base chiarificatrice, dal periodo centrale della creatività campaniana, quello che va dalla fine del 1910 con La Verna, da questa a Genova (1913 circa) fino agli ultimi frammenti, come Arabesco-Olimpia e L'infanzia nasce.., estremamente ricchi e densi di significati; e in questo itinerario mettere in luce, anche brevemente, il tipo e il significato del viaggio — un termine-guida della poetica di Campana — che le immagini percorrono lungo la loro direttrice costante di evoluzione negli Orfici. La direttrice è quella cromatico-musicale, sinestetica, o meglio analogica; intendendo quest'ultimo aggettivo in un senso dinamico che unisca l'eredità viva dell'analogia musicale del simbolismo europeo con i presagi, presenti nei lirici nuovi ma particolarmente in Campana, dell'analogia essenziale novecentesca, che sboccherà nella poetica dell'ermetismo.
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