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Ancora su Dino Campana

 

Renato Martinoni (San Gallo, Svizzera)

 

La risposta a Vassalli

 

 

Leggo sul “Corriere della Sera” del 15 settembre che quella dei “Canti Orfici” che ho curato per Einaudi, adeguandosi alla “vulgata comune” (che conosco) e alle trame del “partito dei marradesi” (che non conosco), è una “raccolta di tutti i luoghi comuni”.

Da un “Giornale dei Poeti” apprendo inoltre che la mia è l’“ennesima ristampa” delle poesie di Dino Campana.

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www.campanadino.it

 

Un portale per Dino Campana

 

di Paolo Pianigiani

 

(Tutto cominciò così... correva l'anno 2005)

 

 

Condividere e diffondere: questo è il programma e gli scopi che si sono dati gli autori del nuovo portale dedicato al Poeta di Marradi. Si tratta di un grande archivio virtuale, in continuo arricchimento, dove è possibile trovare e scaricare moltissimi testi, rari e introvabili, messi a disposizione dalla redazione, sparsa in tutto il mondo e coordinata da un direttore di eccezione, che risponde al nome di Anselmo Geribò. Chi è addentro alle cose campaniane, conosce certamente questo personaggio, chi non lo è, imparerà presto ad apprezzarlo.

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Gianni Turchetta: Dino Campana, biografia di un poeta

 

 

 

Un articolo di Gianni Turchetta, scaricato nel 2008 dal sito della Feltrinelli Editore,

e subito rilanciato qui, sul campanadino.it.

Ad ogni uscita sui giornali più diffusi, dove collaborava, Sebastiano Vassalli sparava a zero

su tutti quelli che prima di lui e dopo di lui avevano scritto su Dino Campana.

 

In pochi reagivano.

 

Questo è uno dei rari interventi, che si distinse per controllo e pacatezza.

 

(paolo pianigiani)

 

I lettori del "Corriere della Sera" si sono imbattuti, mercoledì 26 novembre 2003, in un singolare articolo di Sebastiano Vassalli, pubblicato in occasione dell’uscita di un’ottima edizione dei Canti Orfici, a cura di Renato Martinoni.


Vassalli annuncia melodrammaticamente il fallimento dei propri sforzi di restituire a Dino Campana la "sua verità", vanificati a suo dire dall’azione congiunta di una bizzarra quanto eterogenea congrega, unanimemente dedita a deformare e sporcare la memoria del grande poeta.

 

Ecco il finale dell’articolo:

"Consegno la memoria di Dino ai film melensi, alle biografie deliranti o troppo circospette, ai "chissà!" e alle strizzatine d'occhi, ai premi letterari a lui intitolati e alla compagnia di villeggianti che ogni estate si riunisce a Marradi per assegnarli. Hanno vinto loro. Addio, Dino."

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Silvano Slavadori

Silvano Salvadori, foto di Marcantonio Perugino

 


 

A MARIO NOVARO

                        

CANTO PROLETARIO ITALO-FRANCESE

 

Intervento di Silvano Salvadori

 

al Teatro degli Animosi a Marradi nel 2011, per il 150 Anni dell'Unità d'Italia

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 Milini, Archivio Tallone Milano

 

 

 

EMILIA TALLONE

(MILINI)

 

(Bergamo 2.4.1891-Alpignano 4.2.1943)

 

di Gigliola Tallone

 


 

Ringrazio la mia amica Gigliola per aver voluto condividere qui, su sito di Dino Campana, il suo splendido lavoro su Emilia Tallone, detta Milini, sua zia, già in parte pubblicato sul sito www.archiviotallone.com

(paolo pianigiani)

 


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Pagine Inedite di Dino Campana

 

di Franco Matacotta

 

da:  Fiera letteraria, ANNO IV, numero 19 - maggio 1949, pag. 1)

 

 

Di questi inediti non è stato possibile individuare l’epoca di composizione. Per i Prospectus vale la data approssimativa della stesura dei Canti Orfici: mentre per la pagina senza titolo si può desumere dal testo scritta dopo l'estate del 1916.

Quanto al  “Prospectus” parrebbe ch'esso costituisca l'attacco del noto pezzo “Toscanità” dedicato a Bino Binazzi.

 

 

DAVANTI alle cose troppo grandi sento l'inutilità della vita. Il mare ieri era discretamente bello. Sono andato di notte al mare. Avevo visto i monti pisani velati da cui sorge la luna di D'Annunzio (il macchinista senza fuoco e due areoplani che volavano sul treno. Perché leggemmo D'Annunzio prima di partire? Nessuno come lui sa invecchiare una donna o un paesaggio. Pallido, con una vita senza fuoco come col suo diritto il macchinista stinge il paesaggio e vìola il cielo che non conquista?... 

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DINO CAMPANA: DAREI LAVITA PER UNA CULTURA EUROPEA

 

di Mirella Serri

 

 da: La Stampa, Tuttolibri, Sabato 22 Dicembre 1990

 

 

PRIMO EROPEISTA controcorrente, in polemica con il nazionalismo trionfante allo scoppio della Prima guerra mondiale, critico osservatore del conflitto, scrittore che rifiuta le grandi firme letterarie del tempo, da d'Annunzio a Soffici a Papini. Sono queste lo insolite facce con cui Dino Campana. il Rimbaud italiano, il nostro poeta «maudit», lirico, visionario e notturno, appare negli scritti, in versi e in prosa, riuniti in un quaderno di appunti del 1915 che fino ad oggi era rimasto sconosciuto nella versione originale. Queste note del poeta dalla vita avventurosa che ha alternato lunghi viaggi, carcere e manicomio, raccolte in un quaderno dalla copertina nera e dalle pagine segnate dalla sua scrittura irregolare, vedono la luce nel volume Taccuini.

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