
Bino Binazzi e Giovanni Papini
Due pareri discordi su Dino Campana
ricerca di Claudio Mercatali
dal Blog della Biblioteca di Marradi
Nel 1971 la Comunità Montana dell'Alto Mugello, formata da Marradi, Palazzuolo e Firenzuola, curò la seconda edizione di un interessante libretto su Dino Campana, che è qui accanto. Lo scrisse don Lorenzo Righi, priore di Bombone, frazione di Rignano sull' Arno, studioso di letteratura e poeta lui stesso, che ricostruì con precisione la divergenza di opinioni fra Binazzi e Papini a proposito di Dino Campana.
Luigi Bonaffini: Ordine e disordine in Campana, "Genova" e la questione della quarta strofa
di LUIGI BONAFFINI
Brooklyn College
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Prima edizione Forum Italicum, Vol. 13, n. 3, 1979 |
State University of New York |
Nella quarta strofa di "Genova," che è senz'altro il brano più noto e discusso di tutta l'opera di Campana, e che ha suscitato infinite polemiche, non ancora risolte dopo sessant'anni di critica campaniana, l'ambiguità del messaggio poetico si cristallizza nella sua forma più estrema e disarticolata. Al pieno sole di maggio della prima strofa sopravviene la sera, miscuglio di luce e di ombra: "I palazzi marini avevan bianchi / arabeschi nell'ombra illanguidita," ed il poeta cammina nella incertezza crepuscolare "nell'ambigua sera... / Ed andavamo io e la sera ambigua,"sotto "gli occhi benevoli" delle stelle, le "Chimere dei cieli":

Lettera a Carrà, 25 Dicembre 1917 , dal Fondo Carlo Carrà al Mart di Rovereto
Storia di due lettere di Campana, una in bella copia e una riciclata
di Paolo Pianigiani
Dino il giorno di Natale del 1917 scrive due lettere, una a Elisa Albano e una a Carrà.
La minuta della lettera a Elisa Albano, viene riutilizzata e con qualche correzione, adattata per Carrà, che nel suo libro autobiografico "La mia vita" Longanesi 1943, pg 249-50, così la trascrive:
LE STANZETTE DI VIA VIVAIO
Dino Campana: Dolce illusorio Sud
Un testo quasi sconosciuto e bellissimo, che Dino Campana aveva consegnato a Papini.
Mai riconsegnato, nonostante le minacce e i coltelli, è riapparso fra le carte del critico fiorentino, e attualmente si trova alla Biblioteca di Cesena.
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Da:
Dolce illusorio Sud, autografi sparsi, 1906 – 1918,
a cura di Gabriel Cacho Millet,Edizioni POSTCART, Roma, 1997
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Il problema dell'allegoria in Campana
di Francesco Muzzioli
1. Alcune questioni preliminari
II riconoscimento dell’allegoria in Campana deve affrontare, preliminarmente, almeno tre generi di questioni; la discussione con la tradizione critica che vede in Campana non l’allegoria ma il simbolo; la ricerca delle indicazioni dell’autore sulle quali basare una lettura in chiave allegorica; la necessità di specificare quale tipo di allegoria sarebbe - eventualmente - presente in Campana.

Gino Gerola
Appunti per una biografia, la vita di Dino Campana
di Gino Gerola
da "La Fiera Letteraria" del 20 Luglio 1952
L'articolo uscì dopo la pubblicazione della quarta edizione dei Canti Orfici, per le edizioni Vallecchi e a cura di Enrico Falqui
La nuova edizione di tutta l’opera di Campana, riunita stavolta in un unico volume e curata con la solita coscienziosità da Enrico Falqui per i tipi della Casa Vallecchi, oltre che riproporre all’attenzione di critici e pubblico la figura di questo poeta singolarissimo, può offrire lo spunto per un tentativo di chiarimento e di sistemazione della sua vita avventurosa e tormentata, avvolta ancora in una cert’aria quasi di mito che ha dato luogo a errori di prospettiva, a non poche inesattezze, alcune anche assai gravi, impedendo, fra l’altro, un’equa valutazione dello sviluppo della sua attività letteraria.
Tiziani Salari
Tiziano Salari, "Il grande nulla. Percorsi tra Otto e Novecento",
L’Avventura Letteraria, Torino, 1998
di Tiziano Salari
L’articolo è stato precedentemente pubblicato come capitolo 7 del libro "Il grande nulla. Percorsi tra Otto e Novecento", L’Avventura Letteraria, Torino, 1998.
Dino Campana a confronto con Giacomo Leopardi e con Charles Baudelaire in un contributo inedito su internet, per gentile concessione di Tiziano Salari, autore di "Sotto il vulcano". Studi su Leopardi e altro, Rubbettino, Catanzaro, 2006.



