Il problema dell'allegoria in Campana
di Francesco Muzzioli
1. Alcune questioni preliminari
II riconoscimento dell’allegoria in Campana deve affrontare, preliminarmente, almeno tre generi di questioni; la discussione con la tradizione critica che vede in Campana non l’allegoria ma il simbolo; la ricerca delle indicazioni dell’autore sulle quali basare una lettura in chiave allegorica; la necessità di specificare quale tipo di allegoria sarebbe - eventualmente - presente in Campana.

Gino Gerola
Appunti per una biografia, la vita di Dino Campana
di Gino Gerola
da "La Fiera Letteraria" del 20 Luglio 1952
L'articolo uscì dopo la pubblicazione della quarta edizione dei Canti Orfici, per le edizioni Vallecchi e a cura di Enrico Falqui
La nuova edizione di tutta l’opera di Campana, riunita stavolta in un unico volume e curata con la solita coscienziosità da Enrico Falqui per i tipi della Casa Vallecchi, oltre che riproporre all’attenzione di critici e pubblico la figura di questo poeta singolarissimo, può offrire lo spunto per un tentativo di chiarimento e di sistemazione della sua vita avventurosa e tormentata, avvolta ancora in una cert’aria quasi di mito che ha dato luogo a errori di prospettiva, a non poche inesattezze, alcune anche assai gravi, impedendo, fra l’altro, un’equa valutazione dello sviluppo della sua attività letteraria.
Tiziani Salari
Tiziano Salari, "Il grande nulla. Percorsi tra Otto e Novecento",
L’Avventura Letteraria, Torino, 1998
di Tiziano Salari
L’articolo è stato precedentemente pubblicato come capitolo 7 del libro "Il grande nulla. Percorsi tra Otto e Novecento", L’Avventura Letteraria, Torino, 1998.
Dino Campana a confronto con Giacomo Leopardi e con Charles Baudelaire in un contributo inedito su internet, per gentile concessione di Tiziano Salari, autore di "Sotto il vulcano". Studi su Leopardi e altro, Rubbettino, Catanzaro, 2006.
Franco Matacotta a Enrico Falqui:
Fare o Forse?
a cura di Paolo Pianigiani

Venne pubblicata dal poeta Franco Matacotta (1916-1978), per la prima volta, su "Prospettive" del 15 febbraio - 15 marzo 1941 e poi in "Taccuino", edizioni Amici della Poesia, Fermo 1949, p. 17. Il quarto verso vi compariva trascritto:
"Fare e disfare è tutto un lavorare".

Henry Becque
Sonnets
da:
Revue illustrée / F.-G. Dumas, directeur
Editore : Ludovic Baschet (Paris)
Data di edizione : 12 - 01 - 1887
Traduzione di Andreina Mancini
Lorenzo Bertolani: un CD-Rom per Dino Campana
"Dino Campana Poeta"CD allegato a "I Monti Orfici di Dino Campana", di Giovanni Cenacchi (Polistampa, Firenze 2003). |
Realizzazione tecnica: Koris, Sesto Fiorentino;
di Lorenzo Bertolani |
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| "I Monti Orfici di Dino Campana"di Giovanni Cenacchiedizioni Polistampa, 2003 |
| Versione |
Prima premessa
Il CD-rom "Dino Campana Poeta" è uscito nel 2003 allegato al libro "I Monti Orfici di Dino Campana" (Polistampa) di Giovanni Cenacchi. Giovanni, giornalista, alpinista, escursionista, scrittore, artista è scomparso nell’agosto del 2006, dopo una malattia lunga affrontata con la dignità e la bellezza delle sue convinzioni.
Oggi che, grazie a Paolo Pianigiani, si riscopre questo lavoro che ancora ci sorprendiamo di aver saputo portare ad una possibile fine (potremmo infatti riaprirlo e aggiungere, togliere, valutare e rivalutare e giungere così ad altre possibili conclusioni, magia campaniana), vogliamo dedicare a Giovanni Cenacchi questo CD, per averlo, fra i primi, apprezzato e voluto divulgare, ma in particolare per aver scoperto un tratto della poesia campaniana, quella del cammino, della identificazione nella natura e dell’estasi, di una felicità raggiunta dal poeta nell’immedesimazione e nella naturale contemplazione del mondo finito e infinito circostante, in un modo in cui nessun altro studioso avrebbe mai potuto.

Marcello Carlino
Marcello Carlino: Sfumare e disfare tra pittura e poesia
Sfumare e disfare tra pittura e poesia: Campana senza inno.
di Marcello CarlinoUniversità di Roma "la Sapienza" |
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Cartolina di Dino a Sibilla, del 13 ottobre 1916
da Campana-Aleramo Lettere, ed. Vallecchi 1958
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| I |
A pochi mesi di distanza da quando si sono accesi i fuochi della passione d’amore – e comincia ad essere e sarà poi, sempre di più, un rapinoso, stordente succedersi di tormenti e di estasi – Campana scrive una cartolina postale a Sibilla Aleramo, in risposta ad un telegramma appena ricevuto (ma nella giornata gli scambi di messaggi sono così fitti, e serrati, e convulsi, che, per chi ne faccia oggetto di studio, raccapezzarcisi è un’impresa). Il timbro reca ben visibili la data, il 13 ottobre 1916, e il luogo di spedizione, Marina di Pisa.



