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Gioacchino da Fiore, Campana e Licini

 

di Lorenzo Licini

 

Pubblicato il 22 marzo 2023 nel sito ufficiale dell'artista Osvaldo Licini *

 

 

Qualche tempo fa ho scoperto che certi segni tracciati da Osvaldo Licini traggono ispirazione, molto probabilmente, da alcune immagini del Libro delle Figure dell’abate Gioacchino da Fiore (1).

Diversi protagonisti della cultura del Novecento si interessarono a Gioacchino: tra questi, ad esempio, Vasilij Kandinskij.

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Franco Contorbia

 

 

CAMPANA, GINEVRA, L'INTERVENTO

 

di Franco Contorbia

 

Studi Novecenteschi
 
Vol. 5, No. 13/14 (marzo-luglio 1976), pp. 137-152 
 
Accademia Editoriale
 

 

Oro, farfalla dorata polverosa perché sono spuntati i fiori del cardo? In un tramonto di torricelle rosse perché pensavo ad Olimpia che aveva i denti di perla la prima volta che la vidi nella prima gioventù? Dei fiori bianchi e rossi sul muro sono fioriti. Perché si rivela un viso, c'è come un peso sconosciuto sull'acqua corrente la cicala che canta.

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La Voce

 

Anno VII – 30 Dicembre 1914 – Numero 2

Libreria della Voce – Firenze

 

Consigli del Libraio

Un po’ di poesia

 

Dino Campana, Canti Orfici

di g. d. r.

(Giuseppe de Robertis)

 

  [A traverso difficoltà e andirivieni accademici e antiquati, che, quasi a dispetto, un’ edizione cattiva, e con dedica a Guglielmo Imperatore, aggrava, è lecito scoprire in questi Canti Orfici tanta poesia da compensare la fatica del leggere, e la pena desolante di tutta una quindicina letteraria spesa male.

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EVARISTO BONCINELLI

 

di

 

ORIO VERGANI

 

da:

 

L'Illustrazione Italiana, settembre 1946, rubrica "Le Arti"

 

 

 

Riprendendo sotto i miti colori del settembre queste note d’arte parliamo di un altro artista scomparso, la cui morte è stata segnalata con tre righe in un solo quotidiano milanese, ma il cui «caso» fu molto discusso e il cui ricordo non sarà certamente cancellato nella storia dell’arte contemporanea.

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Dino Campana alla Biblioteca di Ginevra

di

ALBERTO PETRUCCIANI

Università di Roma “La Sapienza”

 

da: Biblioteche oggi • Vol. 32, n. 8, ottobre 2014

 

 

 Una foto d’epoca della sala di lettura della Biblioteca di Ginevra (Bibliothèque de Genève, Centre d’iconographie genevoise)


Una prima ricostruzione della frequentazione del poeta, per 19 giorni tra il 7 aprile e il 19 maggio 1915, e delle sue varie letture:

l’importanza della documentazione d’archivio delle biblioteche e dei loro cataloghi per la storia della cultura

La “vita errante” di Dino Campana, su cui ormai da decenni Gabriel Cacho Millet raccoglie ogni frammento di documentazione e che è stata oggetto di varie (discusse) biografie, è un inesauribile oggetto di interesse, come i suoi Canti Orfici, stampati nel 1914 – ne ricorre quest’anno il centenario – nella modestissima tipografia del suo paese, Marradi.1

Tra i viaggi e vagabondaggi del poeta – a cui molti non hanno prestato fede, ma che via via è stato in genere possibile documentare – sono noti i suoi soggiorni in Svizzera (a Berna, Ginevra, Losanna, Basilea e altre città), in Francia, in Belgio e in Argentina.

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Chi è ENRICO GURIOLI?

 

 

Enrico Gurioli (Marradi, 21 febbraio 1948) è un giornalista e scrittore italiano

 

Vive a Bologna. Autore esperto di marineria e comunicazione è collaboratore a contratto dei quotidiani del Gruppo Monrif: Il Resto Del Carlino, La Nazione, Il Giorno- QN (Quotidiano Nazionale). Enrico Gurioli è considerato uno dei massimi esperti italiani di cultura marinara ed è membro di Sihmed, Société Internationale des Historiens de la Méditerranée.

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ANCORA A PROPOSITO DELLA STAMPA TOSCANA

 di Athos Gastone Banti

 

Belfagor

 

Vol. 7, No. 2 (31 MARZO 1952), pp. 230-232 (3 pages)

 

Published By: Casa Editrice Leo S. Olschki s.r.l.

 

NOTERELLE E SCHERMAGLIE

 

Dolendosi di alcuni accenni che l'autore della rassegna sulla stampa quotidiana toscana aveva fatto in « Belfagor » di settembre 1951 relativamente al «Tirreno», quotidiano indipendente di Livorno, il direttore di quel giornale, Athos Gastone Banti, le aveva indirizzato una lettera polemica che per la sua lunghezza non ha potuto trovar posto né nel numero 6 dell'anno scorso né nel numero 1 del 1952. Perciò il signor Banti ha protestato, con un articolo sul suo quotidiano.

Spiacenti dell'accaduto, facciamo presente che l'articolo a firma « Belfagor » non è del direttore della rivista, e che la rivista lascia la più ampia libertà ai suoi collaboratori. Pubblichiamo il testo della lettera a noi indirizzata da Athos Gastone Banti :

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  1. Jan e il berretto vecchio di Ungaretti
  2. I 40 anni della Fondazione Mario Novaro
  3. Roberto Russi: In viaggio e in sogno
  4. Rodolfo Ridolfi: La magica Sardegna di Dino Campana "Baciai quel granito"

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