
Dino Campana e la battaglia
di Mukden
Il Poeta guarda un filmato in una festa d’estate
Ricerca di Claudio Mercatali
La battaglia di Mukden venne combattuta tra il 21 febbraio e l'11 marzo 1905 in Manciuria (oggi è una provincia cinese) durante la guerra Russo Giapponese del 1904 – 1905. Il generale giapponese Oyama Iwao assalì la linea di difesa russa approntata dal generale Aleksej Kuropatkin e obbligò i Russi ad abbandonare tutta la Manciuria meridionale. Fu uno scontro sanguinoso nel quale morirono 90.000 russi e 50.000 giapponesi.

IL MERIDIANO DI DINO CAMPANA: UN PROGETTO EDITORIALE COMPLESSO
di Gianni Turchetta
Da: Arco teso. La musica a Firenze al tempo dei «Canti Orfici»,
Catalogo della mostra organizzata dalla Biblioteca Marucelliana 9 maggio - 20 settembre 2024,
a cura di Silvia Castelli, Roberto Maini, Gregorio Nardi, Maria Beatrice Sanfilippo,
Vicchio, LoGisma, 2024, pp. 79-86
Nel presente articolo mi propongo di fare in sostanza due operazioni, molto diverse, per non dire opposte, e complementari. Da un lato, infatti, vorrei accennare a qualcuno dei molti problemi che si pongono al curatore di un volume di Opera omnia di Dino Campana; dall’altro, vorrei rendere conto sinteticamente del progetto editoriale che ho costruito e che sto, incrociando le dita, portando a termine.
Aggiungo: con molta fatica, e anche molta gioia. Perché di un Meridiano di Dino Campana si sentiva il bisogno da decenni, e riceverne l’incarico è motivo di grande orgoglio; ma anche, lasciatemelo dire subito, di molte ansie, con la quasi certezza che sarà pressoché impossibile non scontentare qualcuno.
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| Foglio di Via rilasciato a Genova, il 23/3 /1913 |
Ci siamo visti qui in trattoria, dove avvengono sempre le migliori pensate al mondo, con tanto di bisteccona e vino chianti di spalla, e i fagioli con l’olio nòvo.
Sono arrivato col treno, qui a Lastra a Signa, da Oneglia, in trasferta pagata, per incontrare il Pianigiani, alias il Piani, come lo chiamo io, e parlare di questo nuovo sito su Dino Campana, che devo in qualche modo dirigere, organizzare... Lui dice che si deve fare e che io sono l’unico al mondo che può fare il direttore.
Ma chi è Geribò?
Indagine a cura della redazione
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L’origine del nostro Direttore è piuttosto misteriosa, si dice che sia nato a Firenze e si sia trasferito per motivi di lavoro ad Oneglia (che adesso si chiama Imperia), in Liguria.
Gli è rimasto infatti un leggero accento toscano.
Altri lo vogliono ormai da secoli in pianta stabile all‘Inferno, quello immaginato dal suo cugino Dante, altri ancora giurano di averlo visto recentemente pranzare, insieme a un collaboratore della rivista, alla trattoria Sanesi in quel di Lastra a Signa.
Amelia Rosselli
Logos, afasia e spazialità poetica nella poesia di Amelia Rosselli
di Erminia Passannanti, Oxford, Uk |
Si ringrazia Laura Incalcaterra McLoughlin per avere concesso free-copyright per la ripubblicazione di questo saggio di Erminia Passannanti pubblicato in Spazio e spazialità poetica, Laura Incalcaterra McLoughlin (Ed.), Collana Transference, Troubador Publishing Ltd., Leicester, Uk, 2005 |
| Versione completa del saggio |
Premessa
In questo saggio s'intende proporre un'analisi del rapporto tra logos, afasia del linguaggio e spazialità poetica nella poesia di Amelia Rosselli come resa della crisi del contesto attraverso la manipolazione del mezzo linguistico. Le osservazioni che seguono individuano una tendenza citazionista nella poesia di Rosselli de La libellula (1958 e Serie ospedaliera (1963-65), influenzata dallo sperimentalismo di Dino Campana. La tendenza collaterale è quella di destrutturare lo spazio testuale del logos per ricostituirlo in una spazialità afasica e straniata.

Bino Binazzi
Poeta Scrittore e Giornalista
Ritratto di un Figlinese a cavallo fra due secoli
di Gloria Manghetti
Francesco Meriano e Bino Binazzi
Campana cerca Binazzi
Estratto dal sito: https://www.bibliotecasalaborsa.it/bolognaonline/
Binazzi fu il primo a scrivere positivamente di Campana, il 25 dicembre 1914, con un intervento sul "Giornale del mattino". Nell'articolo, intitolato Un poeta romagnolo (Dino Campana), salutò il marradese come "poeta di razza", come fenomeno singolare e nuovo. Lo descrisse come un tipo scontroso e solitario, propenso a vivere da poeta, a "preferire l'avventura eccezionale e la vita sciolta e vagabonda di tutte le anime sublimi".


