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Mario Moschi con Fra' Giuseppe Rossi a Lastra a Signa

 

 

DUE AMICI ARTISTI:

 

DINO CAMPANA POETA, MARIO MOSCHI SCULTORE

 

di Fra' Giuseppe Rossi

 

da: 

Dino Campana a La Verna

Edizioni "L'Abete"

Stia, 2004

 

 


 

Ringrazio l'amico Andrea Benati Romagnoli per avermi segnalato questo rarissimo libro, pubblicato nel 2004 da Fra' Giuseppe Rossi. Per umiltà tutta francescana il nome dell'autore non compare sulla copertina del libro, anche se da vari indizi appare evidente la sua mano. Il libro è dedicato a La Verna e al poeta di Marradi. Ma sul finire, ecco una cosa che non mi sarei aspettato: un ricordo in diretta di Mario Moschi.

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Gabriel Cacho Millet

 

Le lunghe braccia dell’autunno

(testo teatrale)

 

Mauro Baroni editore 2006

 

Da: La Nazione, ed. Lucca, sabato 4 Febbraio 2006

 

Quel fascino senza età della cultura

 

LUCCA — Le lunghe braccia dell’autunno, un dramma in due atti dell’argentino G.Cacho Millet, già studioso di Campana, percorre un arco di vita di Sibilla Aleramo, antesignana della emancipazione femminile fin dai primi del ’900:

«garibaldina dell’alfabeto, mi chiamavano allora. Nessuna donna si è battuta per le altre come me. Parlai per tutte».

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La casa di Dino a Marradi:
in alto le finestre della soffitta
 

 

 

Dino Campana studioso in soffitta

 

di Franco Scalini

 

da “NELL’ODORE PIRICO DELLA SERA DI FIERA”


Tipografia Faentina, Faenza 2004

 


Erano i primi giorni d’estate del 1957. Uno di quei giorni, a Marradi, nel tardi pomeriggio mi ero soffermato nella strada davanti alla casa dove abitavo dal 1944, in via Pascetti, casa che era stata di Dino Campana.

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Bianca Lusena in Famiglia
 
 
 
 
 
 

 

Dopo l'incontro con Dino Campana, nel Giugno del 1916, non sappiamo cosa facesse la crocerossina Bianca Lusena, probabilmente tornò subito al fronte, dove era impegnata negli ospedali che assistevano i feriti che arrivavano continuamente dalla prima linea.

Trascorso più di un anno, la troviamo di nuovo ad Antignano, non sappiamo se ospite dell'amica Donnabianca, la pittrice Bianca Minucci, presso la quale conobbe Dino. Da qui scrive questa lettera che pubblichiamo, nella puntuale trascrizione di Andreina Mancini.

La lettera si trova sul sito di documenti della Prima Guerra Mondiale ed è indirizzata a Emilia Anselmi Malatesta, segretaria di S.A.R. la Duchessa d'Aosta. Si lamenta di rimproveri a suo vedere ingiusti che aveva ricevuto da un superiore e chiede di essere immediatamente rimandata in servizio al Fronte. 

 

Paolo Pianigiani

 


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Lorenzo Bertolani: un CD-Rom per Dino Campana

 

       

"Dino Campana Poeta"

 

CD allegato a "I Monti Orfici di Dino Campana", di Giovanni Cenacchi (Polistampa, Firenze 2003).  

 
Realizzazione tecnica: Koris, Sesto Fiorentino;

 

di Lorenzo Bertolani 

 
      
 
"I Monti Orfici di Dino Campana"
di Giovanni Cenacchi
edizioni Polistampa, 2003

 

 

Versione  

 


Prima premessa

Il CD-rom "Dino Campana Poeta" è uscito nel 2003 allegato al libro "I Monti Orfici di Dino Campana" (Polistampa) di Giovanni Cenacchi. Giovanni, giornalista, alpinista, escursionista, scrittore, artista è scomparso nell’agosto del 2006, dopo una malattia lunga affrontata con la dignità e la bellezza delle sue convinzioni.

Oggi che, grazie a Paolo Pianigiani, si riscopre questo lavoro che ancora ci sorprendiamo di aver saputo portare ad una possibile fine (potremmo infatti riaprirlo e aggiungere, togliere, valutare e rivalutare e giungere così ad altre possibili conclusioni, magia campaniana), vogliamo dedicare a Giovanni Cenacchi questo CD, per averlo, fra i primi, apprezzato e voluto divulgare, ma in particolare per aver scoperto un tratto della poesia campaniana, quella del cammino, della identificazione nella natura e dell’estasi, di una felicità raggiunta dal poeta nell’immedesimazione e nella naturale contemplazione del mondo finito e infinito circostante, in un modo in cui nessun altro studioso avrebbe mai potuto. 
     

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"Intimità" di Bianca Fabroni Minucci.

Ritratto a olio di Bianca Lusena

Foto di Alena Fialová

 

Bianca

 

di Paolo Pianigiani

 

 

Mai mi sarei aspettato di ritrovarmela fra le mani, appena fuori dal giornale dove l'aveva rinvolta Eleonora Chiarugi, nipote di Bianca. Empolese come me, anche se trasferita a Volterra da anni. Gabriel, seguendo strade sue, aveva scovato il ritratto eseguito da Donnabianca, nome d'arte di Bianca Fabroni Minucci, proprietaria della villa sul mare, ad Antignano, dove si incontrarono la Crocerossina e il poeta di Marradi.

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Evocazione di Dino Campana

 

di Primo Conti

 

 

Dattiloscritto senza titolo su due carte scritte sul recto, la data approssimativa della sua redazione potrebbe essere fissata intorno al 1931 quando Conti si ammalò di nervi al suo ritorno da Viareggio. 

 

Questo libro me lo ha ordinato il dottore. È un dottore giovane, portato verso la magia da un temperamento precocemente maturato al contatto dei più compassionevoli fenomeni umani. Sardo di nascita e fiorentino ďelezione, il dott.1  si è trovato a soddisfare in silenzlo la sua innata passione poetica leggendo le Miricae nel giardino di S. Salvi dove, appena laureato alienísta, gli era stato affidato il posto di assistente del reparto agitati.

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  • Giovanni Boine: Relazione del concorso
  • Marcello Carlino: Sfumare e disfare tra pittura e poesia
  • A proposito del frammento "L'infanzia nasce..."
  • Antonella Poggiali: Dino e Sibilla, due scritture e due personalità a confronto

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