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IL CONVEGNO A LA VERNA

 

“Io vidi dalle solitudini mistiche…”

 

di Silvano Salvadori

 

La Verna, 1910 - 2010

 

 

Il convegno tenuto a La Verna il 18 e 19 settembre 2010, nel centenario del famoso pellegrinaggi compiuto da Dino, segna certo un punto di svolta su tante mitologie campaniane.

Promotori l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la Provincia francescana, ha visto come coordinatori il Prof. Giuseppe Langella nelle prime due sezioni e il Prof. Silvano Salvadori nell’ultima.

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La nostra biblioteca

 

 

  

 
Canti Orfici, a cura di Renato Martinoni
Einaudi     

 

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Sebastiano Vassalli

 

 

Profonda emozione

 

di Sebastiano Vassalli

 

da: 

Tutto libri - Sabato 8 Luglio 1989

 

In risposta alla pubblicazione di alcune lettere di Campana, su 

 TuttoLibri, 1 Luglio 1989, a cura di Fernanda Gigli e Giuseppe Risso

 
 
 
Gentile direttore, credo che in molti abbiamo provato una certa emozione, leggendo su «Tuttolibri» di sabato scorso quell'appello bizzarro, in realtà tragico: «Io domando la cittadinanza fiorentina ai soli che possono conferirla...».
 
Il «giorno del giudizio» di Dino Campana fu forse nel giugno del 1915, quando lui potè vestire la divisa di soldato e sperare di andare al fronte come volontario.

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Da: Inediti, a cura di Enrico Falqui, Vallecchi 1941

 

Nota di Paolo Pianigiani

 

Come è noto il "Quaderno" di Dino Campana fu ritrovato dal fratello Manlio dentro un cassone in soffitta, nella casa di Marradi. Giunto in originale nelle mani di Enrico Falqui fu trascritto, con insormontabili difficoltà di interpretazione, dovute al fatto che si trattava di appunti, che solo l'Autore avrebbe potuto e saputo interpretare.

Il "Quaderno" andò perso, nessuno sa come e perchè. Restano alcune pagine fotografate inserite come esempio nel bel volume degli Inediti, edito da Vallecchi nel 1942.

Falqui fece del suo meglio, per rendere il testo utilizzabile per l'edizione a stampa.

Di certo si è perso il mistero, tutto campaniano, della pagina scritta, dei pensieri sciolti, geniali, accumulati. Che solo alcune pagine fotografate continuano a far brillare.

 

...


Vasta terribile e pura

Ritorno inesorabilmente a te

Riscossa dal tuo sogno

Acqua di mare amaro

Che esali nella notte:

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Aldo Orlandi
 
 
 

Aldo Orlandi, l'amico di Torino

 

di Stefano Drei

 
 
 
Aldo Orlandi nasce a Faenza il 4 marzo 1872 da Benigno Orlandi, cancelliere di pretura di anni 35 e Cesira Zardi, possidente.
 
Il cognome Orlandi non è faentino, probabilmente il padre era stato trasferito a Faenza per lavoro.
 

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Sono il fanciullo più triste

 

Da La Stampa - TuttoLibri, 1 Luglio 1989

 

a cura di Fernanda Gigli e Giuseppe Risso

 

 

La lettera che pubblichiamo è una delle ultime scritte da Campana (l'ultima tra quelle indirizzate a Aldo Orlandi) prima di essere rinchiuso definitivamente in manicomio. E' stata spedita da Lastra a Signa (Firenze) il (9 novembre 1917. Campana non ha più nulla da chiedere né agli amici né alla vita, si sente «il più tristo fanciullo della terra che tutte le sue mamme hanno abbandonato». A tratti il discorso sembra perdere lucidità, ma ne acquista in vigore. Campana cerca di recuperare una propria italianità (la cui mancanza gli era stata più volle rimproverata): Guglielmo II diventa così Guglielmone, ma d'Annunzio rimane il vate buffone. Sente che per lui è finita: "Sono felice di vivere queste poche ore che mi restano», ma chiudendo la lettera ha un ultimo guizzo ironico e graffiante per Amalia Guglielminetti.

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Pampa: Quiere Usted Mate?

 

Finalmente spiegato il mistero del "mate"

 

di Mirta Gaggero, Cosquín, Córdoba - Argentina

 

 

Dai Canti Orfici, Pampa:

"Quiere Usted Mate?

Ricevetti il vaso e succhiai la calda bevanda.” 

 
                 
 
 Il "Mate" con la "bombilla"

 

versione  

 

Il  “mate”, a cui si riferisce Campana in questo brano dei Canti Orfici, è una bevanda del Sud America che si prende di solito calda, e si offre a chi condivide un gruppo di persone in riposo, in un momento di pausa, sia di lavoro, sia soltanto un momento sociale, popolare, familiare.

È la bevanda tipica che si consuma in famiglia, tra amici, e spesso anche al lavoro, quando il clima non è troppo formale.

Questa bevanda  è molto particolare e unica.

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  • Dino Campana, il poeta visionario
  • Il pellegrinaggio poetico di Dino Campana alla Verna
  • Il Convegno a La Verna nel 2010
  • Un duello alla pistola

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