
il tempo e la speranza
di Rino Dal Sasso
da: Vie Nuove, 12 Aprile 1958
Ringrazio di cuore l'amico Claudio Mercatali di aver condiviso questo importante articolo uscito su Vie Nuove. E' magnifico!
(paolo pianigiani)

Chi è Dino Campana? E’ una domanda legittima per la maggior parte, credo, degli italiani anche di media cultura. E se pure alcuni sanno che è un poeta, e magari che morì qualche decina di anni fa in un ospedale psichiatrico, la loro conoscenza non va molto più a fondo. E' questo un destino che ha accompagnato molti dei nostri maggiori poeti, specie se ribelli e non mai convertiti a celebratori e retori della nostra borghesia.
Mario Luzi
Intersezioni tra Mario Luzi e i «Canti Orfici» di Campana
di
Rosanna Pozzi
da: INTERSEZIONI / a. XXXVI, n. 1, aprile 2016
Ringrazio Rosanna Pozzi per avermi permesso la pubblicazione del suo bell'articolo, che chiarisce e documenta l'intricatissima vicenda del ritrovamento del Manoscritto di Dino Campana.
(paolo pianigiani)

Gigliola Tallone
UN ANNO COL POETA
I Tallone e Dino Campana
Postfazione di Gigliola Tallone
da:
Dino Campana
Canti Orfici
Tallone Editore, Alpignano
Seconda edizione, 2021
Sibilla Aleramo definisce nei suoi Diari i Tallone "una delle più singolari famiglie ch'io abbia conosciuta". Intima di Eleonora nata Tango, moglie del celebre pittore Cesare Tallone, Sibilla si rivolge a lei nei tormentati momenti che segnano la fine della relazione con Dino Campana.

Una lettera inedita
Dino Campana e (Villa) Irma
di Andrea Cogerino
Da: L’Avventura dei Canti Orfici,
Firenze, Edizioni Gonnelli, 2014
Ringrazio Andrea Cogerino di avermi autorizzato a pubblicare questa bellissima lettera di Dino.
(paolo pianigiani)
Nel 1917 i miei bisnonni ospitarono a Rubiana "il poeta matto", Dino Campana. Negli anni Ottanta e Novanta mia nonna Alice, figlia di Irma Gallo e Renzo Bottinelli, mi parlava spesso del "poeta pazzo" che sua madre (e suo padre) ospitò tanti anni prima. Stando ai racconti di famiglia che per decenni — quasi cento anni a questo punto — si son tramandati, il poeta Dino Campana era una persona buona e sensibile, ma molto solitaria e sofferente, e un po' matta: andava nel fiume Messa d'inverno (un'ora a piedi dal Mollar, dov'era ospitato presso Villa Irma), spaccava il ghiaccio e faceva il bagno. Mia nonna Alice mi raccontava spesso anche di lettere che il poeta scrisse a sua madre, Irma, e mai ritrovate. A metà degli anni Novanta i miei nonni se ne andarono, e delle lettere non si seppe più nulla.
Majakowsky nel 1930
Per piacere
Una tazza di tè
dall'Avanti, del 24 Febbraio 1951
di Francesco Monterosso
QUANDO nel 1922 Majakowsky si recò per la prima volta a Parigi, aveva appena ventinove anni, ma il suo nome di poeta aveva da tempo varcato i confini della sua patria. Vi arrivò come semplice turista, e tutt'altro che come turista di classe. Majakowsky non sapeva neppure una parola di francese, il suo bagaglio linguistico consistendo solo in una conoscenza formidabile della lingua della sua terra e in non più di dieci parole d'inglese.
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