Notizie Librarie
Taccuino di Dino Campana
di Francesco Tentori
da: La Fiera Letteraria n. 29, 17 luglio 1949
Non è facile parlare di chi fa paura: Campana come Nietzsche, come Hölderlin e tutti i poeti destinati alla dispersione della loro anima, è ancora per noi vicini qualcuno che agita parole di sgomento. Le sue pagine, una fantasmagoria patetica e malinconica tagliata da luci e dal rumore dei ricordi; paesaggi sempre «rivelati» e poi perduti, una memoria d'altra vita, di una terra diversa; un’allegoria dove i simboli e i corpi vivi sono la stessa cosa; una violenza incatenata che si libera nel delirio delle parole.

il tempo e la speranza
di Rino Dal Sasso
da: Vie Nuove, 12 Aprile 1958
Ringrazio di cuore l'amico Claudio Mercatali di aver condiviso questo importante articolo uscito su Vie Nuove. E' magnifico!
(paolo pianigiani)

Chi è Dino Campana? E’ una domanda legittima per la maggior parte, credo, degli italiani anche di media cultura. E se pure alcuni sanno che è un poeta, e magari che morì qualche decina di anni fa in un ospedale psichiatrico, la loro conoscenza non va molto più a fondo. E' questo un destino che ha accompagnato molti dei nostri maggiori poeti, specie se ribelli e non mai convertiti a celebratori e retori della nostra borghesia.
Mario Luzi
Intersezioni tra Mario Luzi e i «Canti Orfici» di Campana
di
Rosanna Pozzi
da: INTERSEZIONI / a. XXXVI, n. 1, aprile 2016
Ringrazio Rosanna Pozzi per avermi permesso la pubblicazione del suo bell'articolo, che chiarisce e documenta l'intricatissima vicenda del ritrovamento del Manoscritto di Dino Campana.
(paolo pianigiani)

Gigliola Tallone
UN ANNO COL POETA
I Tallone e Dino Campana
Postfazione di Gigliola Tallone
da:
Dino Campana
Canti Orfici
Tallone Editore, Alpignano
Seconda edizione, 2021
Sibilla Aleramo definisce nei suoi Diari i Tallone "una delle più singolari famiglie ch'io abbia conosciuta". Intima di Eleonora nata Tango, moglie del celebre pittore Cesare Tallone, Sibilla si rivolge a lei nei tormentati momenti che segnano la fine della relazione con Dino Campana.

Una lettera inedita
Dino Campana e (Villa) Irma
di Andrea Cogerino
Da: L’Avventura dei Canti Orfici,
Firenze, Edizioni Gonnelli, 2014
Ringrazio Andrea Cogerino di avermi autorizzato a pubblicare questa bellissima lettera di Dino.
(paolo pianigiani)
Nel 1917 i miei bisnonni ospitarono a Rubiana "il poeta matto", Dino Campana. Negli anni Ottanta e Novanta mia nonna Alice, figlia di Irma Gallo e Renzo Bottinelli, mi parlava spesso del "poeta pazzo" che sua madre (e suo padre) ospitò tanti anni prima. Stando ai racconti di famiglia che per decenni — quasi cento anni a questo punto — si son tramandati, il poeta Dino Campana era una persona buona e sensibile, ma molto solitaria e sofferente, e un po' matta: andava nel fiume Messa d'inverno (un'ora a piedi dal Mollar, dov'era ospitato presso Villa Irma), spaccava il ghiaccio e faceva il bagno. Mia nonna Alice mi raccontava spesso anche di lettere che il poeta scrisse a sua madre, Irma, e mai ritrovate. A metà degli anni Novanta i miei nonni se ne andarono, e delle lettere non si seppe più nulla.
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