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Gigliola Tallone

 

 

UN ANNO COL POETA

 

I Tallone e Dino Campana

 

Postfazione di Gigliola Tallone

 

da:

 

Dino Campana

 

Canti Orfici

 

Tallone Editore, Alpignano


Seconda edizione, 2021

 

 

Sibilla Aleramo definisce nei suoi Diari i Tallone "una delle più singolari famiglie ch'io abbia conosciuta". Intima di Eleonora nata Tango, moglie del celebre pittore Cesare Tallone, Sibilla si rivolge a lei nei tormentati momenti che segnano la fine della relazione con Dino Campana. 

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Una lettera inedita

Dino Campana e (Villa) Irma

 

di Andrea Cogerino

 

Da: L’Avventura dei Canti Orfici,

 

Firenze, Edizioni Gonnelli, 2014

 

 

Ringrazio Andrea Cogerino di avermi autorizzato a pubblicare questa bellissima lettera di Dino.

(paolo pianigiani)

 

 

Nel 1917 i miei bisnonni ospitarono a Rubiana "il poeta matto", Dino Campana. Negli anni Ottanta e Novanta mia nonna Alice, figlia di Irma Gallo e Renzo Bottinelli, mi parlava spesso del "poeta pazzo" che sua madre (e suo padre) ospitò tanti anni prima. Stando ai racconti di famiglia che per decenni — quasi cento anni a questo punto — si son tramandati, il poeta Dino Campana era una persona buona e sensibile, ma molto solitaria e sofferente, e un po' matta: andava nel fiume Messa d'inverno (un'ora a piedi dal Mollar, dov'era ospitato presso Villa Irma), spaccava il ghiaccio e faceva il bagno. Mia nonna Alice mi raccontava spesso anche di lettere che il poeta scrisse a sua madre, Irma, e mai ritrovate. A metà degli anni Novanta i miei nonni se ne andarono, e delle lettere non si seppe più nulla.

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Majakowsky nel 1930

 

Per piacere

Una tazza di tè

 

dall'Avanti, del 24 Febbraio 1951

 

di Francesco Monterosso

 

 

QUANDO nel 1922 Majakowsky si recò per la prima volta a Parigi, aveva appena ventinove anni, ma il suo nome di poeta aveva da tempo varcato i confini della sua patria. Vi arrivò come semplice turista, e tutt'altro che come turista di classe. Majakowsky non sapeva neppure una parola di francese, il suo bagaglio linguistico consistendo solo in una conoscenza formidabile  della lingua della sua terra e in non più di dieci parole d'inglese. 

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Un grave lutto per la cultura italiana

 

Significato di Malaparte

 

di Franco Matacotta


da “Il Paese”, 20 luglio 1957

(Curzio Malaparte morì a Roma il 19 luglio 1957)


Una biografia di interventi - L'ultimo degli isolati romantici - Illuminismo regionale e riflesso di certi scrittori della seconda metà del '700 italiano nell'opera dello scrittore toscano - L'ingresso nel mondo del socialismo è coinciso con l'esperienza della sofferenza

 

L'esperienza di Curzio Malaparte scrittore è strettamente legata alla sua esperienza di uomo. Se può avere ancora un valore il riferimento dannunziano che la critica ha fatto a proposito della sua opera letteraria, esso è da intendersi ormai più come riferimento storico che estetico. Se c'è un nesso fra Malaparte e D'Annunzio, è un nesso di costume. 

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IL RITORNO DI DINO CAMPANA DAL BELGIO: QUATTRO DOCUMENTI INEDITI

 

di Caroline Mezey

    Bedford College, London

 

Da: Modern Language Review, Vol. 4, ottobre 1983    

 

traduzione di Andreina Mancini e Paolo Pianigiani

 

 

Le circostanze della vita di Campana, i suoi atteggiamenti bohémien, i suoi viaggi in paesi stranieri, la perdita del manoscritto dei Canti Orfici e la tragedia dei suoi ultimi anni hanno teso a focalizzare l'attenzione critica sul poeta come poète maudit. I tentativi dei suoi biografi di stabilire una cronologia certa e dettagliata della sua vita sono stati in gran parte frustrati dalla scarsità della documentazione originale.

Molte informazioni sono ovviamente contenute nella trascrizione del Dr. Pariani delle conversazioni con il poeta a Castel Pulci, e ulteriori informazioni sono state fornite da Enrico Falqui, la cui conoscenza di amici e parenti del poeta gli ha fornito una fonte pronta di materiale di "seconda mano".1

 


1) C.Pariani. Vita non romanzata di Dino Campana, seconda edizione (Milano, 1978); E. Falqui, Per una cronistoria dei canti Orfici (Firenze, 1960) e ripubblicato in Opere e contributi, I (Firenze, 1973). Tutti i riferimenti alle pagine si riferiscono all'edizione successiva.


 

La documentazione originale, tuttavia, non è stata pubblicata, e  particolarmente deplorevole è stato il silenzio sul periodo tra la fine degli anni universitari di Campana a Bologna (1907) e la sua iscrizione all'Università di Genova nel 1912.

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Gabriel e Marga, foto di Alena Fialová. Roma 2006

 

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  • I manoscritti del poeta pazzo Dino Campana
  • Silvano Salvadori: Soffici e Campana a La Verna
  • Andrea Benati Romagnoli: Verso il passo del Muraglione, e oltre
  • La Stamperia Tallone per Dino Campana

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