campanadino.it/new4
  • Home
  • Eventi
  • Biografia
  • Notizie
  • Studi
  • Affondi
  • Plausi e Botte
  • G. C. Millet
  • Franco Matacotta
  • Contributi d'immagine
  • L'epoca di Campana
  • Libri
  • Le traduzioni
  • Contatti

La foto errata di Dino Campana, ritrae in realtà Filippo Tramonti

 

 

“Come lavora il genio”

 

a Marradi una mostra sugli inediti ritrovati di Dino Campana

 

da

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – settembre 2025

 

 

 

MARRADI – Sarà inaugurata domenica 7 Settembre alle 18.00 nella corte delle Domenicane di Marradi un’importante mostra su Dino Campana ed i recenti ritrovamenti inediti dell’autore marradese (articolo qui), dal titolo “Come lavora il genio”. Walter Scarpi, Presidente del Centro Studi Campaniani di Marradi, ha incontrato per noi Leonardo Chiari, ripercorrendo la storia del ritrovamento e della mostra.

Leggi tutto …

 

In gennaio, sui monti di Dino Campana

 

2. Con Dino Campana, adesso, all’Acquacheta e dintorni

 

di Andrea Benati Romagnoli

 

 

Da Il Mugello e la Val di Sieve – in Guida d’Italia del Touring Club Italiano
– vol. II – Antonio Vallardi, Milano 1916 – scala originaria  1:250.000

 

 

Leggi tutto …

luzi
Mario Luzi

 

Mario Luzi: Un eccezionale ritrovamento fra le carte di Soffici

Il quaderno di Dino Campana

 

 

Dal Corriere della Sera del 17-VI-1971

 

La sparizione del quaderno manoscritto delle poesie di Dino Campana fa parte ormai della leggenda artistica novecentesca, ne è anzi uno degli episodi più coloriti e, dato il personaggio della vittima, perfino più drammatici. Non mancarono insinuazioni sul conto di Papini e Soffici, consegnatari dell'inedito; non mancarono da parte del poeta propositi, pare, di vendetta sanguinaria, d'altronde sbolliti ben presto se è vero che poco dopo pubblicò una poesia ispirata da un quadro di Soffici e ancora a Soffici si rivolse, qualche anno più tardi, in un momento di disperazione.

Leggi tutto …

 

 

 

Da: 

 

DINO CAMPANA, Lettere di un povero diavolo: Carteggio (1903-1931)

 

A cura di Gabriel Cacho Millet

 

Polistampa Editore, Firenze 2011

 

 

CAMPANA A NOVARO

 

Lastra a Signa, [Lastra a Signa, aprile 1916]

 

Egregio Novaro,

 

  questa poesia mi sembra memorabile.1 È scritta molti anni fa da una  donna di2 Firenze (morta).3 A parte qualche noiosità femminile di melopea e qualche scintillamento di braccialetto (all’odalisca) apre un po’ la gretta e taccagna arte italiana.4 La strofa liberata dalla multiforme5 catena, con due6 o tre assonanze elementari ritenta7 un più puro amore delle luci8 e delle forme.9

Leggi tutto …

 

 

Consigli benevoli

 

di Ardengo Soffici (A.S.)

 

Da: La Voce del 25 febbraio 1909

 

 

Di Luisa Giaconi, buon’anima, la quale come scrittrice non valeva proprio nulla, non avremmo, di certo, fatto parola, mai, se il Marzocco non ci venisse assordando – chi sa perchè – da più mesi con le sue fanfare laudative e non volesse farci ingollare per forza, l’opera di lei come gran cosa.

Leggi tutto …

 

 

 

 

 

DINO CAMPANA e SIBILLA  ALERAMO 

 

 

di Paolo Puppa

 

 

Tratto da "Lettere impossibili" di Paolo Puppa (2009, Gremese editore)

 

 

 

 

Per accedere alla

 conferenza clikkare qui

 

 

Da un piccolo fascicolo con copertina rosa, trovato dagli eredi tra i faldoni di Sibilla Aleramo, è emersa di recente una lettera vergata in carta da pacchi e con una scrittura un po’ sconnessa, datata 3 aprile 1927. Nel testo, spiccano ai lati macchie di sugo e di polpette. 

 

 

Signora, Signora, Signora, la primavera si sveglia pure qua, in questo tetro stanzone. Io la vedo oltre le sbarre di ferro, oltre i vetri spessi. Nel tanfo della camerata, tra i sospiri e i sordi respiri dei pazzi addormentati, l’oro e l’azzurro dei decrepiti crepuscoli si cambiano in verde. E allora debbo scrivervi, perché una dolcezza acuta mi  torce  i nervi, mentre   invoco la piaga e il fiore delle vostre labbra. Chi vi scrive, Matrona, è Dino e poi Carlo e poi   Giuseppe e poi e poi Campana. E’ stato mio fratello Manlio che m’ha rapito, rapito, rapito a me la madre, la Fanny crudele e fuggitiva. Certo, con lei sono stato un po’ primitivo. Come con voi talvolta.

Leggi tutto …

 

«Verrò a Firenze per rompervi la testa »

 

di Enrico Falqui


da “La Fiera Letteraria”, numero 8, giovedì 23 febbraio 1967

 

 

Prima della riscoperta del manoscritto Il più Lungo Giorno, presentato al mondo nel 1973, così Falqui sottolineava l'assoluta importanza della perdita da parte di Soffici. (p.p.)

 

A proposito di Dino Cam­pana e dei suoi Canti orfici vogliamo oggi ren der pubblica, e così sottoporre all’altrui riflessione, una circo ­stanza che ci sorprende non sia stata ancora avanzata, con la dovuta sottolineatura, da parte di altri, pur essendo numerosissimi coloro che si sono, anche molto sottilmente, occupati dell’opera. L’osservazione riguarda l’integrità del testo dei Canti orfici, quale fu stam­pato, in Marradi, dal Ravagli nel 1914.

Testo che, dopo l’edizione curatane dal Binazzi, per Vallecchi, nel 1928, noi potem­mo migliorare nelle successi­ve ristampe vallecchiane del ’41, del ’52 e del ’60, sempre prendendo e tenendo a campione quello della prima edizione, secondo il preciso desiderio dello stesso autore, tut­tavia consapevoli, per sua stessa ripetuta confessione, delle inesattezze e delle incertezze cui non gli era stato disgraziatamente possibile sottrarre quelle pagine, scritte « in va­ri intervalli della sua vita er­rante » e lasciate « come a te­stimonio di sé medesimo ».

Una testimonianza sulla fedel­tà della quale il Campana in­terveniva di frequente, a voce e per iscritto, con giunte e va­rianti e correzioni nelle copie offerte agli amici o vendute a estranei: segno che non finiva di esserne insoddisfatto.

Leggi tutto …

  • Mario Petrucciani: Ungaretti e Campana
  • Paolo Puppa: Campana e i fantasmi 
  • Neuro Bonifazi: LA CHIMERA NEI «CANTI ORFICI» DI DINO CAMPANA
  • Stefano Drei racconta Dino Campana al cinema...

Pagina 4 di 82

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10