IL RITORNO DI DINO CAMPANA DAL BELGIO: QUATTRO DOCUMENTI INEDITI
di Caroline Mezey
Bedford College, London
Da: Modern Language Review, Vol. 4, ottobre 1983
traduzione di Andreina Mancini e Paolo Pianigiani
Le circostanze della vita di Campana, i suoi atteggiamenti bohémien, i suoi viaggi in paesi stranieri, la perdita del manoscritto dei Canti Orfici e la tragedia dei suoi ultimi anni hanno teso a focalizzare l'attenzione critica sul poeta come poète maudit. I tentativi dei suoi biografi di stabilire una cronologia certa e dettagliata della sua vita sono stati in gran parte frustrati dalla scarsità della documentazione originale.
Molte informazioni sono ovviamente contenute nella trascrizione del Dr. Pariani delle conversazioni con il poeta a Castel Pulci, e ulteriori informazioni sono state fornite da Enrico Falqui, la cui conoscenza di amici e parenti del poeta gli ha fornito una fonte pronta di materiale di "seconda mano".1
1) C.Pariani. Vita non romanzata di Dino Campana, seconda edizione (Milano, 1978); E. Falqui, Per una cronistoria dei canti Orfici (Firenze, 1960) e ripubblicato in Opere e contributi, I (Firenze, 1973). Tutti i riferimenti alle pagine si riferiscono all'edizione successiva.
La documentazione originale, tuttavia, non è stata pubblicata, e particolarmente deplorevole è stato il silenzio sul periodo tra la fine degli anni universitari di Campana a Bologna (1907) e la sua iscrizione all'Università di Genova nel 1912.
Leonetta Cecchi Pieraccini, ritratto di Emilio
I manoscritti del poeta pazzo Dino Campana
di Maria Cristina Brunati
Ringrazio la dott.ssa Brunati per avermi permesso di pubblicare il suo articolo. (p.p.)


Ardengo Soffici
Soffici e Campana a La Verna
di Silvano Salvadori
ARDENGO SOFFICI. “Giornale di Bordo” 1913
La Verna 27 Agosto
Poco eroico e un tantino ridicolo, a cavallo su questa ciuca bigia, chi mi vedesse, in giorno di domenica, per i lungarni di Firenze, per esempio. Ma qui su questo calvo Calvano solitario come il polo, calcinoso, arrabbiato nella sua pietrosità cubistica di paese donchisciottesco e francescano. Qui, a piè del ruinoso e duro sasso, ritto e irto d’abeti neri sul fondo ghimè puro di un cielo giottesco, anche lo spirito cavalca una bestia primitiva, testarda; tutt’al più leggermente ironica negli occhi triangolari….

Immagine di proprietà della famiglia Bausi. Firenze
In gennaio, sui monti di Dino Campana
3. Verso il passo del Muraglione, e oltre.
di Andrea Benati Romagnoli
Riassunto delle puntate precedenti
Qui, abbiamo seguito l’escursione della comitiva identificata da Stefano Drei - partita il 2 gennaio 1912 da poco fuori Marradi e diretta alla Falterona - fino allo sguardo sulla cascata dantesca dell’Acquacheta (la cosiddetta “Caduta”).
Alla Dante Alighieri di Praga la conferenza su Dino
Praga, venerdì 21 Novembre, ore 18
La registrazione integrale su youtube
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