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Evaristo Boncinelli

 

Ardengo Soffici: Evaristo Boncinelli

 

da: Trenta artisti moderni italiani e stranieri, Vallecchi, Firenze, 1950

 

Prima pubblicazione: 1927, su rivista

 

 

II ciarlatanismo e la mediocrità trionfano ancora fra noi; le vecchie mummie sono più in onore che mai; l'indifferenza, e magari l'ostilità, delle autorità ufficiali per quanto concerne le genuine espressioni del genio creativo del nostro paese è sempre la stessa : e chi ha fatto o stia facendo qualcosa di veramente bello, buono e grande può esser per ora almeno, sicuro di passar misconosciuto accanto ai soliti cialtroni in auge, e di crepar in miseria, a un bisogno, ove la fortuna non lo soccorra, o non trovi fuori di qui chi sia capace di apprezzarlo e di aiutarlo. Tutto è da fare in questo campo. 

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Cristophe Mileschi

 

DINO CAMPANA:

PER UNA BIBLIOTECA GLOBALE

 

di  Christophe Mileschi

 

da: Biblioteche reali, Biblioteche immaginarie

Tracce di libri, luoghi e letture

 

a cura di Anna Dolfi

 

Firenze University Press

2015

 

      Entravo, ricordo, allora nella biblioteca.

Dino Campana, Dualismo1

 

È ormai ammesso dalla critica che il testo dei Canti Orfici è intriso di rimandi ad opere altrui, o, per dirla con Gianni Turchetta, «carico e forse perfino sovraccarico di reminiscenze culturali»2. Il fenomeno intertestuale nella scrittura campaniana è talmente massiccio da non sfuggire — e da non essere quasi mai sfuggito — a nessuno: dalla citazione esplicita del nome di altri poeti, scrittori o artisti (Michelangelo, Dante, Leonardo da Vinci, Maupassant, Jammes, D'Annunzio, per fare solo alcuni nomi, nell’ordine in cui compaiono nella raccolta), alla ripresa testuale o al rifacimento scoperto (oltre ai precedenti, alla rinfusa, Baudelaire, Rimbaud, Freud, Goethe, Verlaine, Carducci, Pascoli, Mallarmé, Nerval, Whitman...), fino ad accenni, non solo letterari, più o meno decifrabili a seconda delle conoscenze e dei riferimenti di chi legge, e via di seguito verso echi segreti che potrebbero alludere, come avremo modo di precisare in questa sede, al processo stesso della scrittura.

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Letteratura

 

I custodi interessati della follia di Dino Campana ed Ezra Pound

 

di Pierpaolo Pasolini

 

da Il Tempo del 16 Dicembre 1973

 

 

Perché di un poeta come Dino Campana si è impadronita la destra letteraria? Intendo alludere, per esempio — sulla scorta di una recente riedizione popolare di tutta l'opera di Campana — a Enrico Falqui, curatore,  peraltro diligente e nitido, dell'insieme, a Mario Luzi, prefatore del volume e di una sua sezione interna (il carteggio tra Campana e l'Aleramo), a Silvio Ramat e a Domenico De Robertis, chiosatori dei testi.

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ungaretti e petrucciani anni 50

 

Mario Petrucciani: Campana le parole, la lunga marcia

 

Mario Petrucciani, Per la poesia

Studi  1943-2001

a cura di Corrado Donati e Alberto Petrucciani, tre volumi

Metauro Edizioni, Pesaro 2011

Prefazione di Franco Contorbia             

 

La notte sta in apertura del libro di Campana: lampeggiante segnale biografico-simbolico. Notturni, subito dopo, è l’insegna della seconda sezione dei Canti Orfici. Non basta: nella prima pagina di questo comparto, precisamente ai versi 17-18 de La Chimera, Campana ha fissato una sorta di proprio identikit:

 

io poeta notturno

vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo

 

Ora si dà il caso che in questa espressione, certamente essenziale come dichiarazione di poetica, ricorrano due termini che figurano già nel proemio, v. 42., del De rerum natura di Lucrezio, là dove il poeta annuncia la propria teoresi scientifica e filosofica epicurea, quindi in un passo anche esso intenzionalmente investito di determinazione programmatica.

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Raffaello Franchi

 

Destino e poesia di Dino Campana 

 

di Raffaello Franchi

 

da  «L'Italia letteraria», 5 giugno 1932

 
 (Scritto in morte di Dino Campana)
 
 
Quando ripenso a Dino Campana e al tragico destino della sua vita non posso non riflettere che l'intensità della sua arte, apparentemente alogica, sostanzialmente limpidissima, fu di quelle che debbono portare per forza alla pazzia e alla morte.

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RELAZIONE DEL CONCORSO

 

di Giovanni Boine

 

da Plausi e Botte, Guanda Editore, 1939

 

 

87) A. d. 1916 addì 5 di luglio il Sig. Raffaello Franchi (Piazza Pitti 10, Firenze) che ci aveva in precedenza graziosamente spedito un Ruscellante il quale non ci parve ruscellasse di troppo ruscellamento, e piuttosto incespicasse per ostici intrichi e aridità di garbugliato incespicamento, onde più onestamente chiamar si potesse, diremmo, l'incespicante tuttochè qua e colà qualche liscia liquidità vi scorresse e tenui e radi specchi di poetica liquefazione incerti ai limpidi cieli riflettessero torturato viso di macrostitico poeta, faceaci pervenire regolare offerta di collaborazione negli infrascritti termini compilata:

 

« Mi riterrei onorato di collaborare alla vostra Riviera, la quale seguo da tempo e mi piace. Primo saggio vi mando codesto frammento. Potete intanto veder la mia collaborazione alla Diana, l'Alba, Pickwick, La Forca, Il Fuoco, L'eco della coltura, l'Iniziativa ecc. ecc.).

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  • Maria Carla Papini: DAI NOTTURNI DI CAMPANA ALLA NOTTE DI UNGARETTI
  • Giorgio Luti su Dino Campana
  • Paolo Pianigiani: L'Avvelenata
  • Mario Luzi: SITUAZIONE DELLA POESIA ITALIANA Dl OGGI (1947)

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