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Gino Gerola e Giorgio Luti

Gino Gerola e Giorgio Luti al Vieusseux

 

Giorgio Luti: Dino Campana

 

 

Il professor Giorgio Luti è scomparso domenica 9 Novembre 2008. 

 

Pensiamo di ricordarne la memoria pubblicando il suo importante saggio su Dino Campana


Prima pubblicazione su “10 Poeti italiani contemporanei”
Istituto Gramsci\Sezione Toscana
Cooperativa Editrice Universitaria, Firenze, 1980

In una pagina de La Verna — in quello che possiamo considerare il secondo momento della suite dei Canti orfici e forse il momento più sereno dell'arte di Dino Campana — si legge un frammento dedicato alla salita del Falterona:

Dolce mi è sembrato il mio destino fuggitivo al fascino dei lontani miraggi di ventura che ancora arridono dai monti azzurri e a udire il sussurrare dell'acqua sotto le nude rocce, fresca ancora delle profondità della terra. Cosi conosco una musica dolce nel mio ricordo senza ricordarmene neppure una nota: so che si chiama la partenza e il ritorno: conosco un quadro perduto tra lo splendore dell'arte fiorentina colla sua parola di dolce nostalgia: è il figliuol prodigo all'ombra degli alberi della casa paterna.

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Libro85EnricoConsoliniSebastianoVassalli 

Enrico Consolini con Sebastiano Vassalli

 

 

DINO CAMPANA, LE MIE LETTERE SONO FATTE PER ESSERE BRUCIATE, NON SACCHEGGIATE

 

DI PAOLO PIANIGIANI

 

 

 

Prima edizione 2005

 

Succede a volte che uno si arrabbi : un’arrabbiatura sorda, spontanea, che nasce dal profondo, che ti si diffonde addosso, fino nell’ultima cellula dell’anima, qualora ne avessimo una: e provoca d’istinto una reazione liberatoria, una voglia di giustizia immediata e sommaria. Provoca una risposta cattiva: questa.

Succede quando, da parte di qualcuno, si progetta e si realizza un attacco immotivato, profondamente ingiusto, verso persone che non si meritano né attacchi né accuse. In questo caso verso una persona che per il proprio lavoro, per la propria professionalità di studioso, merita invece rispetto e profonda riconoscenza : lo scrittore Gabriel Cacho Millet.

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SITUAZIONE DELLA POESIA ITALIANA Dl OGGI

 

di Mario Luzi

 

Introduzione di Fredi Chiappelli

 

da: Trivium, 1947

 

N o t a : Mario Luzi è nato a Firenze nel 1914. Ha pubblicato, di critica, L'Opium Chrétien, Modena 1938, e Un'illusione platonica e altri saggi, Firenze 1941; di poesia varie raccolte di versi: La Barca, Modena 1935 (2a ed. 1942), Avvento notturno, Firenze 1940, Un Brindisi, Firenze 1946, Quaderno gotico, Firenze 1947; e infine un libro di prose, Biografia a Ebe, Firenze 1943.

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Dino Campana

 

di Paolo Mayerù

 

 

Da: Il Meridiano di Roma, 22 marzo 1942

 

Enrico Falqui ha curato la terza edizione dei « Canti Orfici » di Dino Campana recentemente pubblicata da Vallecchi di Firenze poi che la seconda edizione – pubblicata dallo stesso Vallecchi nel 1928 a cura e con prefazione di Bino Binazzi – non dovette piacere eccessivamente all’autore il quale dal Manicomio di Castel Pulci si raccomandava di servirsi del testo di Marradi e delle riviste che stamparono I suoi versi per la prima volta, per un raffronto e relativa correzione. L'opera risulta così organica e definitiva secondo, cioè, la struttura che intendeva darle il suo autore.

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L’invetriata 

La sera fumosa d’estate
Dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra
E mi lascia nel cuore un suggello ardente.

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Luigi Orsini all'epoca del fatto
 
 

 

1917 Luigi Orsini incontra Dino Campana

 
 

Un trekking con il Poeta sul Falterona

 

 
Ricerca di Claudio Mercatali
 
da: Il blog della Biblioteca di Marradi
 
Ringrazio l'amico Claudio Mercatali per avermi permesso di pubblicare questa sua bella scoperta bibliografica, l'articolo originale di Luigi Orsini,
pubblicato sul Popolo d'Italia del 2 marzo1932.
(Paolo Pianigiani)
 

 
Il Monte Falterona era una delle mète preferite da Campana. Passò di qui per la prima volta nel 1910 partendo da Campigno, nel famoso viaggio a La Verna, descritto in alcune delle pagine più alte dei Canti Orfici. Ora siamo nell’agosto del 1917 e il poeta sta salendo un’altra volta lungo le pendici della montagna. E’ in una condizione del tutto diversa da quella del 1910, perché la malattia ha ormai preso il sopravvento e nemmeno la montagna tanto amata riesce a dargli un po’ di serenità. 

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Documento di identità di Dino Campana, di Giovanni e "Lutti Fany" (sic!), "il quale dichiara di volersi presentare agli esami di licenza" presso il Ginnasio di Faenza.

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  • Silvano Salvadori: Dino Campana a Domodossola per la via del Sempione
  • Un disgraziato episodio della vita di Campana
  • Francesco Monterosso: Contributo alla ricostruzione della sua biografia
  • Leonardo Chiari: Campana crepuscolare - Signorine, chimere e altri segni dell’amore a Monte Filetto

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