Un trekking con il Poeta sul Falterona

Gino Gerola e Giorgio Luti al Vieusseux
Prima pubblicazione su “10 Poeti italiani contemporanei”
Istituto Gramsci\Sezione Toscana
Cooperativa Editrice Universitaria, Firenze, 1980
In una pagina de La Verna — in quello che possiamo considerare il secondo momento della suite dei Canti orfici e forse il momento più sereno dell'arte di Dino Campana — si legge un frammento dedicato alla salita del Falterona:
Dolce mi è sembrato il mio destino fuggitivo al fascino dei lontani miraggi di ventura che ancora arridono dai monti azzurri e a udire il sussurrare dell'acqua sotto le nude rocce, fresca ancora delle profondità della terra. Cosi conosco una musica dolce nel mio ricordo senza ricordarmene neppure una nota: so che si chiama la partenza e il ritorno: conosco un quadro perduto tra lo splendore dell'arte fiorentina colla sua parola di dolce nostalgia: è il figliuol prodigo all'ombra degli alberi della casa paterna.
Enrico Consolini con Sebastiano Vassalli
Prima edizione 2005
Succede a volte che uno si arrabbi : un’arrabbiatura sorda, spontanea, che nasce dal profondo, che ti si diffonde addosso, fino nell’ultima cellula dell’anima, qualora ne avessimo una: e provoca d’istinto una reazione liberatoria, una voglia di giustizia immediata e sommaria. Provoca una risposta cattiva: questa.
Succede quando, da parte di qualcuno, si progetta e si realizza un attacco immotivato, profondamente ingiusto, verso persone che non si meritano né attacchi né accuse. In questo caso verso una persona che per il proprio lavoro, per la propria professionalità di studioso, merita invece rispetto e profonda riconoscenza : lo scrittore Gabriel Cacho Millet.

da: Trivium, 1947
N o t a : Mario Luzi è nato a Firenze nel 1914. Ha pubblicato, di critica, L'Opium Chrétien, Modena 1938, e Un'illusione platonica e altri saggi, Firenze 1941; di poesia varie raccolte di versi: La Barca, Modena 1935 (2a ed. 1942), Avvento notturno, Firenze 1940, Un Brindisi, Firenze 1946, Quaderno gotico, Firenze 1947; e infine un libro di prose, Biografia a Ebe, Firenze 1943.

Enrico Falqui ha curato la terza edizione dei « Canti Orfici » di Dino Campana recentemente pubblicata da Vallecchi di Firenze poi che la seconda edizione – pubblicata dallo stesso Vallecchi nel 1928 a cura e con prefazione di Bino Binazzi – non dovette piacere eccessivamente all’autore il quale dal Manicomio di Castel Pulci si raccomandava di servirsi del testo di Marradi e delle riviste che stamparono I suoi versi per la prima volta, per un raffronto e relativa correzione. L'opera risulta così organica e definitiva secondo, cioè, la struttura che intendeva darle il suo autore.

L’invetriata
La sera fumosa d’estate
Dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra
E mi lascia nel cuore un suggello ardente.


Documento di identità di Dino Campana, di Giovanni e "Lutti Fany" (sic!), "il quale dichiara di volersi presentare agli esami di licenza" presso il Ginnasio di Faenza.
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