Dino e Antonia
di Emiliano Cribari
Milano e Marradi. Le Alpi e l’Appennino. Antonia Pozzi e Dino Campana. Due anime inquiete. Due poeti. Siamo agli inizi del Novecento.
Dino, in montagna, non cammina: fugge. Antonia invece ammira. Estasiata. Verso l’unico grande amore corrisposto della sua vita: la montagna. In alto, Dino cerca un riparo: in paese lo chiamano il matto; morirà in manicomio (di setticemia) dopo quattordici anni di reclusione. È il 1 marzo 1932. Antonia no: sceglierà dove morire. "Ho visto un pezzo di prato libero che mi piace" scriverà nel suo diario un anno prima. "Pensare di essere sepolta qui non è nemmeno morire, è un tornare alle radici. Ogni giorno le sento più tenaci dentro di me. Le mie mamme montagne".
Occhi spiritati, capelli alla van Gogh, aria da lirico fuggiasco: è così che a Bologna, nel 1914, si poteva incontrare sulla porta di un bar il giovane poeta Dino Campana. E magari acquistare dalle sue stesse mani una delle prime copie dei Canti Orfici...
Dino Campana, via Zamboni 52
di Gabriel Cacho Millet
da: Rivista "IBC" X, 2002, 3
Dal 25 maggio al 29 giugno 2002 una mostra bolognese ha divulgato autografi e documenti originali relativi alla permanenza di Dino Campana a Bologna negli anni che precedono la stampa dei Canti Orfici (1914), esaminando in particolare i rapporti tra il poeta e i periodici goliardici. L'esposizione, curata da Marco Antonio Bazzocchi e Gabriel Cacho Millet, è stata organizzata dalla Biblioteca dell'Archiginnasio (dove ha avuto luogo) ed è stata promossa dall'Associazione "Premio letterario Dino Campana" e dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'IBC (che con la Biblioteca dell'Archiginnasio ha recentemente acquisito gli originali campaniani del Fondo "Ravagli"). Dal catalogo - I portici della poesia: Dino Campana a Bologna (1912-1914), edito dall'IBC e da Pàtron Editore nella collana ERBA - Emilia Romagna Biblioteche Archivi (46) - pubblichiamo un estratto del saggio di uno dei curatori.
Chi è ENRICO GURIOLI?

Enrico Gurioli (Marradi, 21 febbraio 1948) è un giornalista e scrittore italiano
Vive a Bologna. Autore esperto di marineria e comunicazione è collaboratore a contratto dei quotidiani del Gruppo Monrif: Il Resto Del Carlino, La Nazione, Il Giorno- QN (Quotidiano Nazionale). Enrico Gurioli è considerato uno dei massimi esperti italiani di cultura marinara ed è membro di Sihmed, Société Internationale des Historiens de la Méditerranée.
ANCORA A PROPOSITO DELLA STAMPA TOSCANA
di Athos Gastone Banti
Belfagor
Vol. 7, No. 2 (31 MARZO 1952), pp. 230-232 (3 pages)
Published By: Casa Editrice Leo S. Olschki s.r.l.
NOTERELLE E SCHERMAGLIE
Dolendosi di alcuni accenni che l'autore della rassegna sulla stampa quotidiana toscana aveva fatto in « Belfagor » di settembre 1951 relativamente al «Tirreno», quotidiano indipendente di Livorno, il direttore di quel giornale, Athos Gastone Banti, le aveva indirizzato una lettera polemica che per la sua lunghezza non ha potuto trovar posto né nel numero 6 dell'anno scorso né nel numero 1 del 1952. Perciò il signor Banti ha protestato, con un articolo sul suo quotidiano.
Spiacenti dell'accaduto, facciamo presente che l'articolo a firma « Belfagor » non è del direttore della rivista, e che la rivista lascia la più ampia libertà ai suoi collaboratori. Pubblichiamo il testo della lettera a noi indirizzata da Athos Gastone Banti :
Dino Campana, nuove lettere inedite
dal Corriere della Sera, 21 giugno 2021
Il volume dei «Canti Orfici» appena stampato da Tallone Editore
è arricchito da alcuni testi recentemente ritrovati
Il saggio di Gigliola Tallone che chiude il volume dei Canti Orfici, nella preziosa veste di Tallone Editore, è la sintesi della sua ricerca pubblicata nel 2010,
Virginia Tango Piatti, Una vita per la pace, Transfinito ed. 2010

Raffaello Franchi e il suo omaggio ad Agar
Articolo in Solaria e due poesie inedite ad Agar
Gigliola Tallone
7 ottobre 2008
Ringrazio la mia amica Gigliola per aver condiviso con tutti gli appassionati di Dino Campana i documenti e le sue ricerche su Raffaello Franchi.
Di cui tutti sembrano essersi dimenticati.
(paolo pianigiani)
Raffello Franchi dedica ad “Agar poetessa” un intervento critico il dicembre 1928 in Zibaldone, rubrica della rivista Solaria.
Aveva conosciuto a Firenze Virginia Piatti Tango, in arte Agar, e stretto amicizia coi nipoti di Virginia, Teresa e Cesarino Tallone. Teresa è stata l’amica più cara tra tutte a Sibilla Aleramo, fino alla sua precoce morte nel 1933.
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