Paolo Pianigiani: Il Poeta e Margherita

 E' apparsa dal nulla la misteriosa corrispondente scozzese di Dino, Margherita C. Lewis

 di Paolo Pianigiani
 
               
 
        

Parlando del carteggio fra Dino Campana e Margherita C. Lewis, in un articolo comparso sul Mondo nel marzo del 1950,  Franco Matacottaa scelse un titolo a effetto, ma nella sostanza improprio: Il Poeta e la Pitonessa. Tutto si poteva dire di Margherita C. Lewis, ma non che avesse l'aspetto e il piglio di una pitonessa. Ancora oggi, in quella vecchia foto riapparsa fra le pagine di un suo libro, La Vita Vissuta e Cantata, dove ci guarda con i suoi grandi occhi  malinconici e tristi, fa pensare piuttosto a una persona mite e romantica che a una sacerdotessa invasata.

 


Del carteggio fra  Dino e Margherita ci sono rimaste le quattro lettere che la Signora scozzese  indirizzò al poeta, dalla sua residenza di Rigoli, in provincia di Pisa. Questa lettere sono state pubblicate una prima volta da Matacotta, nell'articolo appena citato e in seguito da Gabriel Cacho Millet, in Souvenir d'un pendu, per i tipi delle Edizioni Scientifiche Italiane, nel 1985.


Le missive di Dino, agili cartoline postali, sono attualmente introvabili, ma possono essere in parte ricostruite, dal contesto delle risposte di Margherita.
Leggendo  l'epistolario campaniano, la figura della  scrittrice scozzese appare e scompare nel giro di undici giorni, dal 19 al 30 giugno 1916: lascia quattro lettere, un miscuglio di frasi misteriose che riferiscono strane teorie religiose, e un nome, Nanni, che si ripete nelle altre definizioni: il figlio prodigo Pisano, il veggente Pisano, il mio Poeta. Cita inoltre, oltre a nomi di giornalisti collaboratori della Tribuna di Roma,  due personaggi celebri, Whitman e Turner.
Misteri e interrogativi da meritare una ricerca.
Sono partito dall'unica traccia concreta lasciata da Margherita: il titolo dei suoi libri, e l'indicazione data a Dino: due dei miei libri si trovano nella Biblioteca Labronica di Livorno.
La Biblioteca Labronica Guerrazzi ha trasferito, durante l'ultima guerra,  il suo patrimonio di libri antichi a Calci, in provincia di Pisa, e i volumi non sono ancora consultabili. Ma devo alla cortesia e alla competenza del personale di quella sede distaccata della Biblioteca, se ho trovato la traccia giusta. E' stata la sig.na Claudia a indicarmi il nome del Poeta Pisano e riferimenti bibliografici precisi per i libri della Lewis. Francesco Giovanni Carnecchia è così riapparso dal nulla,  insieme alla sua Musa scozzese.

 
                 Francesco Giovanni Carnecchia, detto "Nanni"


Si tratta di due personaggi particolari, la cui storia viene delineata dalla lettura dei libri pubblicati dalla Lewis, che vi inseriva spesso notizie della sua vita privata,  per confermare e spiegare le sue teorie religiose.
C'è da chiedersi cosa avesse trovato Dino in questa signora, autrice di un testo, l'Ora Presente,  che aveva sfogliato chissà dove. E' vero che per lui trovare qualcuno che lo ascoltasse era già importante, e probabilmente aveva intravisto la possibilità di vendere, come in effetti fece, una copia dei suoi Canti Orfici. Franco Matacotta, riferendo notizie e impressioni di prima o seconda mano (Sibilla Aleramo), dice nel sottotitolo del suo articolo sopra citato che Campana, nel 1916, si infatuò di una profetessa scozzese e le chiese per cartolina di avere un figlio con  lei. Già Cacho Millet ha smontato questa ipotesi, segnalando che da una attenta lettura del testo della lettera ultima, quella del 30 Giugno, appare piuttosto che avesse chiesto di andare a vivere con  lei, come un figlio, nella casina in monte,  da dove si avevano visioni di paesaggi che già avevano incantato Turner.

Sicuramente fu un dialogo fra sordi: Dino non poteva seguire la Musa scozzese nelle sue  teorie storico religiose e Margherita non comprese i Canti Orfici, perchè secondo lei, la poesia non asservita alla causa di Cristo crocifisso, era solo una sequela di vane parole. Quasi sicuramente non si incontrarono mai, e dei libri che la Lewis inviò in regalo e in lettura a Campana si sono perse le tracce. Fra l'altro in quei giorni Dino si trovò coinvolto nel famoso scontro cavalleresco con Athos Gastone Banti e di lì a un mese si sarebbe incontrato con Sibilla Aleramo, Musa italiana, sicuramente più disponibile della fedelissima al suo veggente, Margherita C. Lewis. Il nome completo di Margherita, secondo Matacotta, ripreso anche da Gabriel Cacho Millet, era Margherita Carnachia Lewis. Ritrovato il nome del Carnecchia, appare probabile che quella C. fosse invece un omaggio proprio a Francesco Giovanni Carnecchia, al quale Margherita si sentiva legata da un rapporto che andava oltre la morte. La firma per esteso, Margherita Carnachia Lewis, viene inserita in calce all'ultima lettera, quella del 30 Giugno.

Lo stesso Gabriel Cacho Millet, appositamente consultato, mi ha confermato di aver avuto a suo tempo qualche dubbio a trascrivere quello strano cognome. Ma sulla fotocopia in suo possesso della lettera, c'era proprio scritto Carnachia, e  la signora Matacotta, da Nervi, dove è costodito l'archivio  che contiene anche il famoso Taccuino, dopo un confronto sull'originale, confermò Carnachia, aggiungendo però un punto interrogativo fra parentesi, lasciando quindi non completamente risolti i dubbi dello scrittore argentino, e plausibile la mia proposta.

Peccato, mi ero affezionato a Margherita Carnachia Lewis, ammettere che il suo vero nome era Margherita Carnecchia Lewis non mi riempie di gioia… preferisco lasciare quella C. con  il punto, ciascuno si scelga il cognome completo che preferisce!

Veniamo a presentare le lettere della Lewis, così come ce le ha consegnate Gabriel Cacho Millet, dopo un necessario restauro conservativo e filologico della prima edizione di Matacotta: le note alfabetiche sono mie, inserite laddove possibile a collegare i libri di Margherita a questi testi. Le note numeriche, che ho lasciato naturalmente intatte, sono quelle presenti nel libro Souvenir d'un pendu.

 

MARGHERITA C. LEWIS A CAMPANA

                                                                               Rigoli - Pisa 19 giugno 1916
Egregio Fratello
Per orientarmib intorno allo scrittore della cartolina da Livorno1, sono andata in cerca della Tribuna del 21 Maggio2 — ed ora fraternamente stringo la mano di Dino Campana.
Godo, anzi mi rianimo, nel sapere che il vento divino che soffia nei libri ispiratimi abbia scosso le sue vele e chiedo a Dio che non abbia solamente di scuoterle ma condurre la preziosa barca umana al desiderato porto, l'origine nostro, non solo nei limbi di Abraham, 1'amico di Dio, ma dello spirito nostro immortali suoi figli dell'Increato — i bambini suoi al suo materno seno.
Ma ignoro il libro che Lei ha letto fra i quattroche ho messo alla luce, trapassato il Poeta4, forse l'ultimo: L'Ora Presenteb.
Insieme coll'articolo di Emilio Cecchi, nella Tribuna del 21 Maggio, ho trovato il Riassunto della Conferenza a Roma di Madame Aurel5.
Questa Signora sta dicendo ai Romani quanto io tuttora sto vergando in Inglese — cioè che questa è una guerra di Risorgimento spirituale, e la Morte della morte e la risurrezione, vaticinata da Cristo, dello spirito dell'uomo che domina la grossa nella tomba della Carne.
Avrei cura che Lei leggesse La Religione del cuored, mio Tributo alla memoria del veggente Pisano — ma ho finito l'edizione. Però Lei troverà una copia di essa quanto della Vita Vissuta e Cantatae nella Biblioteca Labronica a Livorno.
Una copia però del Romanzo di Diof — vol. II mi pregio di inviarle oggi — ma conviene leggerlo con La Bibbia Diodati6, cercando e confermando i passi da me citati.
Mi permetta da sorella maggiore, di consigliarla di fare sosta per un poco con la penna — di leggere ponderare fare suo, quanto questi libri contengono e poi scrivere. Credo che il tempo venuto di palesare all'Italia l'origine sua vera ed il glorioso destino che ci attende, una confederazione pacifica delle nostre 10 tribù oggi, Nazioni Cristiane e la parola Profeticai vendicata fatta storia e l'Esistenza di Dio provata.
Per ora fraternamente La saluta

                                             Margherita C. Lewis

Perché è precaria la sua vita? è malato o va al fronte? Io vivo, perché respiro Iddio; nutrisco lo spirito mio all'Increato Sua Sorgente. Se lo Spirito langue e non è alimentato, allora langue l'anima ed il corpo. Pondera bene nella Religione del cuore La Trinità umana e scrivendo poi, si serva pure liberamente di quanto Iddio ha scritto per il cuore e la penna della sorella Margherita – e vola sopra l'erratacolpa non solamente di una penna inglese ma dello stampatore.

 

1 Campana era arrivato a Livorno il 28 maggio 1916 e tornato a Lastra a Signa il 22 giugnom.
2 Si riferisce al già citato articolo di Cecchi sulla « Tribuna».
3 Margherita Carnachia Lewis (1848-?) aveva allora pubblicato quattro libri: 
La Religione del Cuore, Vita Vissuta e Cantata, Romanzo di Dio, vol. I e II, L'Ora Presente.  Durante la sua corrispondenza con Campana dà alle stampe La Maternità di Dion.
4 «Nanni», «il Veggente Pisano», «il Poeta», «il mio poeta»; nomi e titoli che la Carnachia usava per chiamare il suo compagno italiano morto, a quanto pare, da non molto tempoo.
5 Madame Aurel (1882-?), saggista, narratrice e sociologa femminista francese.
6 Si tratta di una versione protestante della Bibbia, interdetta dalla Chiesa Cattolica ai fedeli, opera dell'emigrante lucchese Giovanni Diodati, pubblicata per la prima volta con il titolo La Bibbia, cioè i libri del Vecchio e del  Nuovo Testamento. Nuovamente traslati in lingua italiana, Ginevra 1607. Le edizioni rivedute di questa versione sono state numerosissime.

MARGHERITA C. LEWIS A CAMPANA

                                                                          [Rigoli] Venerdì 23 Giugno 1916
Mio Povero Fratello,
Lei ha lottato 30 anni io 68. Nacqui il 17 Marzo 1848, a Dundee Scozia — e nacqui per Italia. Ma non per questo Italia mi conosce nè mi ama; attendo nell' Al di Là, non qui la ricompensa.
Sono di Là — legga pagina 112 del Romanzo di Dio — L'Introduzione: «Pionieri! Oh Pionieri!»1 Io sono di essi. Sono nel mondo ma non sono del mondo, come Cristo il grande Maestro disse. Il mondo ama coloro che l'amano — io lo detesto — agnello in mezzo ai lupi— e così disse Gesù «Io vi mando agnelli in mezzo ai lupi, abbiate perciò 1'innocenza dell'agnello coll'astuzia del serpente»2.
Non so perchè ho cominciato la mia lettera così, se non perchè Lei stesso da quanto dice nella cartolina sua è agnello tra i lupi3.
In che mese è nato? Sotto a quale pianeta infra i 12 che il nostro sole traversa nell'anno? la prego di dirmi desidero di ponderare il suo oroscopo, scienza perduta che ritornap.
II quadro che Lei fa di se stesso è ben triste, ma non più triste del quadro di me stessa. Vedi La Maternità di Dio e che oggi Le mando, fu scritta durante la vita del Poeta. Non è stato pubblicato perchè ho perduto, per averlo scritto, un terzo del mio assegno di divorzio. Avendo voluto palesare il mio rapimento nel manicomio per la mia fede nella eternità di Dio — eppure sarà per mezzo di qualche romanzo o per il dramma che la Nuova Rivelazione della Dualità dell'Increato verrà conosciuta. Mai per la chiesa. Io credo nel palco scenico come 1'unico campo per le grandi verità umane ed attendo il fratello capace di farloq.
Tentai di interessare un grande predicatore cattolico, ma egli invece tentò di sedurmi in un convento riconoscendo il pericolo della mia penna per la sua bottega e fu allora che il mio Poeta scrisse:


"Tu non conosci il pelo della bestia
Né la zanna sottile, ondè fornita
Quella che a Dante per la via smarrita
Dette, belva crudel, tanta molestia" eccr.

Mai! Mai! La chiesa accetterà La Dualità dell'Increato Sorgente di Vitas, perché condanna il celibato.

(Sera) Lascio il Poeta per scrivere. La Maternità di Dio, la perdita poi, di tutto per 6 mesi e poi di un terzo per sempre del mio assegno mi costrinse di ritornare a lui per dividere con lui il malet. Dopo letto questo libro, il primo, e perché dimostra 1'evoluzione lenta del Poeta e la Musa, desidero  che Lei legga la Religione del Cuore, vol. II e che contiene cose più care intorno al mio Nanni e tutto il mio dolore per avere guidato così male la sua barca. Ma egli, tutto amore, mi avrà perdonato e mi attende Il Romanzo di Dio, viene dopo la Vita Vissuta e Cantata e finalmente l'Ora Presente, ed ora io lavoro, per il mio popolo e lunedì a Pisa comincerò la messa in stampa in Inglese, del Nostrov: Della Genesi o la Grande Verità Centrale Dualità!z
Non attendo alcun successo anzi molti grideranno che sono una bestemmiatrice, e perciò è dedicato all'Italia e per essa e per il suo cuore ad Inghilterra conservatrice e puritana ma non so; dovendo fare tutto alle mie spese: Stampare pubblicare e regalare. Non posso inviarle L. 20 lirex per il suo libro ma se mi vuol favorire una copia per 10, le manderò [ora] 4.
Io non vendo mai, è impossibile non essendo miei i scritti da me vergati ma dallo spirito della Verità che mi ispira. Sono a Lei prodiga di essi, perchè sicura che la lettura recherà a Lei Nuova Vita e La  preparerà forse per il compito suo nel mondo.
La prego di dirmi chi è che ha dato a Lei L'Ora Presente
Intorno alla Tribuna, non ho capito nulla intorno a Lei. L'articolo è parole parole.La Tribuna cioè, i Malagodi5 e Rastignac6 mi odiano Per essi ci vuole mezza verità e che lasciano margine per le loro note.
Con fraterno affetto e simpatia
Devotissima

                                             Margherita C. Lewis


Io faccio una vita da eremita spesse volte in una casina sui monti, che qui dominano il mare. E per stampare mi privo di tutto, fuorché 1'aria il sole ed il pane quotidiano, e faccio tutto da me. I miei figli inglesi sono al fronte ma non dividono i miei pensieri e le figlie sono spose di ufficiali Italiani ma neppure essi sono pronti a perdere, un soldo per la Verità per le quali io ho messo tutto e metto tutto.
E nel nome del mio Poeta che tanto godeva quando per un povero fratello che soffriva facevo qualche cosa, che mando lire 10. Non e per il libro no! no! ma per Nanni.

1 Vd. W.WHITMAN, Canti scelti, tradotti da L. Gamberale, Sonzogno, Milano, 1890, p. 27.
2 Mt. X, 16.
3 Lo stesso concetto in OC, p. 628 e pp. 632-633.
4 II prezzo ordinario del volumetto era di L. 2,50. Vd. «Lacerba», II, 23, 15 novembre 1914, p. 320.
5 Olindo Malagodi narratore, poeta e saggista. È stato corrispondente de La Tribuna da Londra e, fra il 1910 e il 1923, direttore dello stesso giornale.
6 Pseudonimo di Vincenzo Morello, autore teatrale, saggista e giornalista.
  Ha diretto Le cronache letterarie e Il Secolo e ha collaborato a La Tribuna. 

MARGHERITA C. LEWIS A CAMPANA

                                                                                       Rigoli, 27 giugno 1916
A Dino Campana,
Consapevole figliolina dell'Increato e sorellina pur' mischina del Grande e Divin Maestro Cristo Gesù Uomo, — sfogliando oggi il suo Libro, ma non in esso trovando, l'oro, è ben naturale che Margherita non ha trovato nulla!
Parole, la Divina favella, il bel verbo Italiano, non messo al Servizio di Cristo crocifisso schiacciato nella Umanità, Egli stesso Umanità, sono per me come quelle femmine al quale si da il nome di p...
Cessa perciò di cacciarle prodigamente vanamente qual perla dinnanzi al mondo infame; finché come il figlio prodigo Pisano, ritornato in sé medesimo, e battezzato dal pianto «acerbo e soave del pentimento», «l'Universo non è di nuovo in tripudio» per un figliolino ritornato alla Paterna Casa; e Lei stessa in condizione di servirsi alla gloria del Padre.
Paesaggista per 20 anni, io ho cercato mediante forme colore tramonti, albe burrasche e pace di esprimere Iddio, sorgente del  Bello, nei miei quadri; ma del tutto insoddisfatta ho buttato via il pennello per la penna ed ho palesato tutta l'amicamia e del mio poeta, figli tipici, pentiti, del grande Padre-Madre della Umanità Universale. Vedi La Religione del Cuore che oggi le mando o presto, non avendo ora che due copie. Fraternamente e con speranza

                                          Margherita C. Lewis

P.S. Sono ora occupatissima per il mio libro Inglese. Stampo a Pisa e cerco di riavere dalla Spezia un compositore che altre volte ha lavorato per me in Inglese ed ho scritto al nuovo ministro della Guerra per averlo, intanto legga pondera prega chiedi di entrare nel regno di Dio.

 

CARNACHIA  LEWIS A CAMPANA

                                                                                       Rigoli, 30 giugno 1916
Infelice Fratellino,
nel senso che siamo tutti i spirit-children del Padre. Fratellino anche se tu hai la mente poco al posto, come giudico dalle sue cartoline, e che fanno ridere alla posta qui, chi le legge. Se gentiluomo, che diritto ha Lei di scrivere ad una signora ben conosciuta e stimata cartoline come i suoi? io sono «carissima» ad uno solo. Colui che è nell'Al di Là e mi attende ed al quale io sono fedele.
Di più, noi, io e lei, siamo servitori al Comando di DIO solo — serviamo e stampiamo e pubblichiamo per volere suo e ci siamo privato del pane quasi, per recare ai nostri fratelli 1'ambasciata a noi affidata dal Signore.
Non mi meraviglia se la Questura l'hanno presa per Austriacom, se agisce verso i suoi superiori come verso di me — Io ho avuto pazienza fraterna con lei, come mio Nanni, ma vedo che lei dalla mia bontà non impara. Cambiare patria... ora che Italia ha bisogno dei suoi figli. Vergogna! E' un privilegio grande essere italiano. — Guadagna più tutto il suo pane quotidiano in qualsiasi modo col sudore della fronte, pondera i libri che ho mandato si penta del proprio passato ed anche lavorando e meditando nel suo povero Padre — Giorni migliori verranno per coloro che le meritano. lo sono spartana, lo sono stata sempre. Legga —«voi anarchici» nella Maternità  di Dio ed impara che

Beato è il povero 
Semplice schietto 
Beato l'umile 
Cristo ci ha detto.
 
lo non ho bisogno di chi fa il caffè per me — di più non vado in monte. II libro inglese è già alle stampe ed io tutti i momenti a Pisa per aiutare il compositore.
Ho 68 anni quantunque dimostri 50, ma sento il loro peso e purtroppo un figlio mi sarebbe in aiuto, se degno di una madre come me, ma non Dino Campana2, che vorrebbe negare la patria. [In] più mio Padre ha piacere che io resti sola per l'opera mia, ispiratami dall'Alito dell'Altissimo Padre-Madre che richiede la solitudine e che le onde eteriche (Vedi «La Preghiera Poesia e Scienza» pagina 281 dalla Religione del Cuore) non siano turbate.
Perciò io la prego da buona sorellina e Mammina di non scrivere più al presente faccendoni arrosire per Lei e per me alla piccola posta qui, ove siamo fratelli. Silenzio! Lavori! Ama il prossimo, il Celeste Padre e la Patria Celeste lasciata, e lavorando cerca di brandire le grande ed Universale verità contenente nei Santi libri da me vergati, ma dall'Alito dell' Increato ispiratemi.
Ritorna a Walt Whitman, si — egli era grande — e Lei non è degno di sciogliergli la scarpa....

                                      Margherita Carnachia Lewis

Vedi pag. 6 della Maternità di Dio penultimo paragrafo e rilegge La Strada aperta di Whitman, Canti scelti3.

Non è solo nel volere venire con la vecchia Musa nella Casina in monte. Molti l'hanno desiderata ed un grande Paesagista, Turner4 ebbe nell' autunno tardi vedute e colori da fare impazzire

2 Nel sottotitolo al suo articolo, Matacotta scrisse: «Nel 1916 Dino Campana s'infatuó di una profetessa scozzese stabilitasi in Toscana: le chiese per cartolina di poter avere un figlio con lei», vd. F. MATACOTTA, Il poeta e la pitonessa, cit. Da una lettura attenta di questo brano non sembra che Campana abbia chiesto di avere un figlio dalla profetessa, ma di diventare lui «figlio» della stravagante signora. 
3  Cfr. W. WHITMAN, op. cit.
4 Joseph Mallor William Turner (1775-1851), pittore inglese considerato un antesignano dell'impressionismo.

 

   Note al testo

 di Paolo Pianigiani


a Scrittore, compagno di Sibilla Aleramo per dieci anni, curatore di alcuni testi inediti di Campana, fra cui il Taccuino, dove sono conservate le ultime prove poetiche del poeta di Marradi, scritte dopo la pubblicazione dei Canti Orfici e prima del suo ricovero definitivo nel cronicario di Castel Pulci.

b Con  ogni probabilità Dino aveva per caso sfogliato il libro della Lewis a Livorno e, trovato chissà come l'indirizzo, aveva mandato una cartolina postale, segnalando l'articolo di Cecchi sulla Tribuna uscito da un mese, dove si parlava di lui. Oppure, di passaggio da Pisa, aveva visto i libri della Lewis nella Cartoleria Pizzanelli, in Borgo Stretto, dove erano in vendita. Margherita, comunque chiede, nella prima lettera a Dino, quale libro suo avesse letto, e avuto conferma nella risposta  che si trattava dell'Ora Presente,  chiede nella seconda lettera chi glielo avesse dato.

c Il titolo per esteso era: L'Ora presente e l'Oroscopo d'Italia nella Bibbia stellare, edito a Firenze dalla tipografia Fattori e Puggelli, nel 1915.

d Il titolo del libro era: La Religione del cuore: umile tributo alla memoria del poeta veggente pisano Francesco Giovanni Carnecchia, edito dalla tipografia F. Mariotti di Pisa, nel 1910. F.G. Carnecchia, che Margherita chiamava „Nanni“, era morto il 5 maggio 1907, a Rigoli (Pisa).

Titolo: La Vita Vissuta e Cantata: nuova raccolta dei versi di Francesco Giovanni Carnecchia, pubblicata nel 1912, a cura di Margherita Lewis, presso la tipografia  F. Mariotti in Pisa.

f Il titolo completo del libro era: Il Romanzo di Dio, o chi è Britannia?: dedicato all'Italia e casa Savoja, e oggi offerto in memoriam di Edward the peacemaker dipartito il 6 Maggio 1910. Edito dalla tipografia F. Mariotti in Pisa, nel 1910.

Secondo la teoria seguita da Margherita, l'Italia sarebbe stata fondata da una delle dieci tribù scomparse di Israele.

Forse errore di interpretazione del testo: propongo di correggere con l'articolo una.

i Riprendendo teorie di autori inglesi, nel Romanzo di Dio Margherita elenca un lungo numero di citazioni bibliche a conferma della teoria dell'origine delle 10 nazioni cristiane dalle 10 tribù scomparse di Israele.

Allude  agli errori di stampa, di cui incolpa lo stampatore. Dino avrà pensato al suo stampatore, reo di avergli storpiato la prosa, Bruno Ravagli. In quei giorni era in contatto epistolare con  lui per richiedegli, per una somma inferiore a quella stabilita, 40 copie dei Canti Orfici.

m Dopo il secondo arresto, o fermo, puntualmente segnalato sul giornale locale il Telegrafo. L'arresto e il tono canzonatorio dell'articolo  irritò non poco  Dino, che scrisse una lettera  al giornale, dicendo ira di Dio di nojaltri livornesi, provocando la risposta di Athos Gastone Banti, e la conseguente sfida a duello. La vicenda del duello (mancato), si incrocia con la corrispondenza con Margherita C. Lewis.

Secondo la lettera del 23 Giugno 1916, La Maternità di Dio fu scritto durante la vita del Poeta (scomparso nel 1907) e inviato a Campana allegato (forse in bozza o manoscritto) alla stessa lettera. Margherita dice che il libro non è stato pubblicato, perché per averlo scritto ha perduto un terzo del suo assegno mensile di divorzio.
Comunque il libro che Margherita sta stampando a Pisa, nei giorni della corrispondenza con Dino è: Della Genesi o La Grande Verità Centrale Dualità, in lingua inglese.

Francesco Giovanni Carnecchia, scrittore, insegnante  e studioso di Dante. Autore di pubblicazioni a partire almeno dal 1879 (sulla poesia del Giusti). Nato a Pisa il 7/5/1857 e morto il 5/5/1907, a Rigoli.

p Sembra che Dino stesso si interessasse di oroscopi e che fosse in grado di leggere la mano, come ci racconta Gabriel Cacho Millet nell’introduzione al suo Souvenir d’un pendu, citando un ricordo del cugino Raffaello (Lello) Campana.

q Qui Margherita dichiara il vero motivo per cui invia i suoi libri e le sue lettere a Dino: ritrovare un poeta, dopo la perdita del suo Nanni, in grado di diventare, attraverso un'opera letteraria, il diffusore illuminato delle sue teorie religiose.

Ecco il testo completo, come si legge nella Vita Vissuta e Cantata, a pag. 105-106:

Tu non conosci il pelo della bestia
Né la zanna sottile, ondè fornita
Quella che a Dante per la via smarrita
Dette, belva crudel, tanta molestia.

Di dolcezza, d'amore e di modestia
Or furbamente va sempre vestita
Dell'antico furor sembra contrita
Ma, nel fondo del cor, vieppiù s'imbestia.

Se, nella reggia della bestia insana
V'è per caso, qualcun che chiude in petto,
Alma leale e carità cristiana,

Sen fugga via dal mostro maledetto
Solo, il lasci ringhiar nella sua tana…
Poverello vivrà, ma benedetto.

Marina di Pisa, marzo 1899

s Di questa teoria, che vede Dio come Madre-Padre e non come Trinità, in Inghilterra era banditore Giovanni Pulsford, corrispondente di Margherita, che muore proprio in quel periodo. Margherita viene a conoscenza della  sua scomparsa quando, dopo aver scritto a Marina di Pisa  Il grande scoprimento, ossia la Divina Femmina, che è la prima versione della Maternità di Dio, ritorna dopo sette mesi dal suo Nanni, nella casina in monte sopra Bagni di S. Casciano (Pisa).

t Frase di difficile interpretazione. Margherita, che già una prima volta si era allontanata da Nanni per pubblicare una rivista – numero unico a favore dell'Armenia (devastata in quegli anni dalla guerra), nel  marzo del 1897, ritorna dal suo Poeta, ma poco dopo è costretta da una forza misteriosa a lasciarlo di nuovo, per scrivere a Marina di Pisa Il Grande scoprimento, ossia la Divina Femmina.
Per questo motivo (avendo voluto palesare il mio rapimento nel manicomio per la mia fede nella eternità di Dio), il marito le sospende l'assegno di divorzio per sei mesi, e in seguito lo riduce di un terzo.
Provo a fare una ipotesi: in questo testo Margherita racconta il suo incontro con Nanni in manicomio, forse l'Ospizio di Marina di Pisa, e la coseguente convivenza con  lui. Il marito, venuto a conoscenza della cosa, avrà prima sospeso e poi ridotto gli alimenti alla ex moglie, legati nella loro entità economica (nel conquibus, insomma) a qualche clausola presente nelle condizioni del  divorzio.
Dividere con  lui il male si può forse spiegare con il fatto che le ridotte disponibilità economiche non permettessero ai due una vita separata. Carnecchia in una dedica alla sua Musa (nella Vita Vissuta e Cantata), la definisce sua benefattrice, quindi appare probabile che dipendesse economicamente da lei. Oppure il male potrebbe indicare una vita coniugale non regolata dal matrimonio.

u Qui è evidente come Margherita proponga a Dino un vero e proprio percorso formativo, attraverso la lettura  guidata dei suoi libri.

O si tratta di un plurale maiestatis, oppure questo testo era stato scritto insieme al veggente Pisano.

z Questo libro, stampato probabilmente dalla tipografia Mariotti di Pisa, con  l'aiuto di un compositore di La Spezia, fino ad oggi non  si è potuto rintracciare. Non è impossibile che Margherita, data la sua abitudine di inserire elementi autobiografici in mezzo alle sue teorie religiose, avesse parlato anche di Dino Campana, nell'ultima lettera del 30 Giugno già considerato acquisito alla causa: Di più noi, io e lei, siamo servitori al comando di DIO solo – serviamo e stampiamo  e pubblichiamo… per recare ai nostri fratelli l'ambasciata a noi affidata dal Signore.
Dino profeta o quasi, lo ritroviamo solo in una lettera, pubblicata dal Falqui con  il numero XCVIII a pag. 632 del suo Opere e Contributi, Vallecchi 1973, con  data e destinatario sconosciuti (forse a Mario Novaro) ma facilmente databile, in base al contenuto, ai giorni immediatamente precedenti il suo ultimo e definitivo ricovero in manicomio.
Dino Campana è ormai diventato irrimediabilmente Dino Edison.

Da questo computo economico, di non lineare stesura, sembra che Dino avesse chiesto 20 lire per i Canti Orfici. Dino vendeva manu propria il volumetto a 2 lire, mentre presso la libreria Gonnelli si acquistava per il prezzo di copertina, che era L. 2,50. Il contratto con  Bruno Ravagli prevedeva un costo per Dino di lire 0,5.
E' inspiegabile quindi la somma, spropositata per quei tempi, di 20 Lire. I libri della Lewis, per esempio, costavano dalle 2 alle 4 lire. O si tratta di un errore di lettura da parte di Margherita, oppure Dino le aveva proposto un acquisto di più copie.

Propongo di correggere in anima.