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Nota bibliografica

 

A cura di Enrico Falqui

 

Da: La Fiera Letteraria del 14 Giugno 1953

 

 

La bibliografia sulla vita e sull'opera di Dino Campana è in continuo aumento ed approfondimento. Alla centinaia di voci, già da noi registrate nella recente ristampa dei Canti orfici, sono da aggiungere queste altre trenta, senza peraltro escludere, com’ è  nel proprio di ogni bibliografia, che molte continuino a rimanerci ignote e molte ci siano sfuggite. Perciò saremo grati a chi vorrà, eventualmente, segnalarcele (al viale Giulio Cesare, 71, in Roma).

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Michele Mari

 

 

Campana. La maledizione di essere un poeta

 

Versi estremi. Si stampano i taccuini inediti dell’autore dei Canti Orfici.

Sono la riconferma di un grande genio. La sua vita?

Una tragica favola, oggi diventata un best seller.

Dal Corriere della Sera


15 luglio 1990

 


 

Oh avere un cielo nuovo. Dove fuggire

 

di Michele Mari

 

 

NeIl'inverno del 1913, mentre si recavano alla tipografia Vallecchi, Ardengo Soffici e Giovanni Papini furono improvvisamente accostati da uno strano personaggio. «Ci disse che si chiamava Dino Campana — racconta Soffici che era poeta e venuto appositamente a piedi da Marradi per presentarci alcuni suoi scritti, aveme il nostro parere e sapere se ci fosse piaciuto pubblicarli nella nostra rivista [Lacerba]. Tirò fuori di tasca un vecchio taccuino coperto di carta ruvida e sporca, di quelli dove i sensali e i fattori segnano i conti e gli appunti delle loro compere e vendite, e lo consegnò a Papini”.

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Campana. La maledizione di essere un poeta

 

 

Versi estremi. Si stampano i taccuini inediti dell’autore dei Canti Orfici.

Sono la riconferma di un grande genio. La sua vita? Una tragica favola, oggi diventata un best seller.

 

 

Solo, nel tempestoso silenzio

 

di Carlo Bo

 

Dal Corriere della Sera

 

15 luglio 1990

 

 

Quando Dino Campana morì nel manicomio di Castel Pulci, dove aveva passato ben quattordici anni, nel 1932 la notizia passò sotto silenzio, soltanto il giornale della sera di Firenze ne fece cenno in due righe. Eppure era morto uno dei grandi poeti del Novecento e sotto certi aspetti il poeta puro per eccellenza, un uomo che si era e in maniera tragica identificato con la sua chimera poetica.

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 Mario Luzi

 

ELZEVIRO

 

Torna «Il piu lungo giorno»

 

Campana, il mistero del manoscritto scomparso

 

di Mario Luzi

 

da iI Corriere della Sera, giovedì, 3 ottobre, 2002

 

 

Sono facili a nascere i miti, le leggende e le superstizioni, facili anche a radicarsi e difficili a morire. Lo sono in ogni tempo e in ogni ambiente: lo sono tanto piu dove non ci si aspetterebbe di scoprirli, tra persone illuminate dall'arte e dalla cultura, se non fossero il calore dell'immaginazione e Ia faziosità delle passioni che sconvolgono spesso Ia loro ragione.

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luzi
Mario Luzi

 

Mario Luzi: Un eccezionale ritrovamento fra le carte di Soffici

Il quaderno di Dino Campana

 

 

Dal Corriere della Sera del 17-VI-1971

 

La sparizione del quaderno manoscritto delle poesie di Dino Campana fa parte ormai della leggenda artistica novecentesca, ne è anzi uno degli episodi più coloriti e, dato il personaggio della vittima, perfino più drammatici. Non mancarono insinuazioni sul conto di Papini e Soffici, consegnatari dell'inedito; non mancarono da parte del poeta propositi, pare, di vendetta sanguinaria, d'altronde sbolliti ben presto se è vero che poco dopo pubblicò una poesia ispirata da un quadro di Soffici e ancora a Soffici si rivolse, qualche anno più tardi, in un momento di disperazione.

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Dino Campana nel ricordo di Viola Papini


dal libro "La bambina guardava"

ricerca di Claudio Mercatali

 

 

Viola Papini, figlia di Giovanni, il noto critico letterario, sposò Stanislao Paszkowski, della famiglia proprietaria del famoso bar di Firenze, cenacolo di artisti e poeti nel primo Novecento.

Da piccola era abituata al gran via vai di scrittori, giornalisti e critici d'arte che frequentavano il bar e la casa di suo babbo, in via Colletta, vicino a via Bolognese, a Firenze. I suoi ricordi rimasero chiari e precisi, come spesso quelli impressi nella memoria infantile e così nel 1956 scrisse il libro La bambina guardava, edito da Mondadori. Che cosa rammenta Viola di Dino Campana?

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  • Mario Petrucciani: Figure di Campana
  • Raffaello Franchi su Campana
  • Boine: Il Peccato
  • Alfredo Gargiulo su Dino Campana

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