Archivio Comune di Marradi: Il Passaporto per l'Interno: 8 Settembre 1916
Il Passaporto per l'Interno
Valido per un anno: 8 Settembre 1916
Sebastiano Vassalli
La notte della cometa, Einaudi, 1984
(ultimo capitolo)
S'è fatto tardi. Dal bar, che è proprio sotto la mia stanza, giungono voci di ubriachi. Chissà quante volte «il matto» è stato qua. Chissà quante volte i suoi compaesani gli hanno offerto da bere per poi «riderlo» fino sul viale Baccarini, fino sul ponte del Lamone... Accendo la luce.
Bibliografia di Gabriel Cacho Millet
dal sito Siusa, voce dedicata a Gabriel Cacho Millet
Redazione e revisione:
Borgia Claudia, 2021/04/22, supervisione della scheda
Morotti Laura, 2021/04, prima redazione

Un amico
di paolo pianigiani
Succede che scopri per caso un video che non ti aspetti... un amico che torna a salutarti. Era così, Gabriel, calmo, paziente, sempre preciso e attento a quello che diceva. Con una ironia tutta sua, che capivi dopo, quando era andato via.
Non conosco la signora che guida l'intervista, ma ricordo che me lo raccontò: "è venuta una signora gentile ad intervistarmi... non so cosa le ho detto, spero di non aver parlato troppo.
E' tutto qui, Gabriel, in questo breve ultimo filmato. Un lavoro di una vita descritto come solo lui sapeva fare.
Quasi un uomo
di Natalia Ginzburg
da La Stampa
domenica 5 febbraio 1978
A Gabriel Cacho Millet, drammaturgo argentino, dobbiamo il monologo Quasi un uomo, evocazione della figura del poeta Dino Campana. A Mario Maranzana dobbiamo la versione italiana, l'adattamento, e l'interpretazione del monologo. Quasi un uomo, io l'ho visto al Teatro Flaiano di Roma, l'altra sera.
Marcello Verdenelli Giampaolo Vincenzi
«LA SUA CRITICA MI HA RIDATO IL SENSO DELLA REALTÀ»
Bibliografia campaniana ragionata dal 1912
Edilazio 2011
Prefazione Gabriel Cacho Millet
Ha scritto Jorge Luis Borges: l’essenza di un poeta non risiede nelle sue idee, né nelle sue metafore o nei suoi concetti: tutto ciò è secondario, quasi inconsistente. L’importante è la voce del poeta, il respiro dei suoi versi, e, nel nostro caso, la voce di quel Dino Campana morto, quasi dimenticato non lontano da Firenze in manicomio, a 47 anni. La sua voce, racchiusa in un solo libro dove «canta – scrisse Montale nel 1928 – una vena di poesia, talora torbida e incoerente, ma profonda e tale da assicurare un posto assai alto al povero Campana» nel paradiso della lirica contemporanea.
20 agosto 1998, Gabriel Cacho Millet presenta Dolce Illusorio Sud a Marradi
In ricordo di Gabriel Cacho Millet,
un “campaniano de corazόn”
di Mirna Gentilini
“Come un garofano privo di radice che il “mal vento” porta dove vuole, tale era Dino Campana”. Così scriveva in un articolo del 1977 Gabriel Cacho Milett, profondo conoscitore di Dino Campana e della sua poesia.
Ora quel “mal vento” è arrivato anche per lui che se ne è andato per sempre in questo fine anno 2016.
Tutti coloro che amano Campana sanno che non si può parlare di Dino senza fare riferimento a Gabriel e viceversa, perché il poeta di Marradi, che il caso ha posto sul suo cammino, ne ha segnato l’attività di ricercatore e studioso illustre e accreditato, autore di ben otto libri oltre a vari saggi e ad un testo teatrale “Quasi un uomo” che a buon diritto lo accreditano come “biografo” di Campana.





