Dino Campana

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Dino Campana

Dino fra i banchi del Liceo: esami e diplomi

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La redazione ringrazia il Dirigente Scolastico Prof. Giorgio Brandone, del Liceo Classico Statale Massimo D'Azeglio di Torino,  per averci inviato questo importante documento

Proveniente dal Liceo Torricelli di Faenza, Dino sostiene gli esami di ammissione alla terza Liceo a Torino, presso il Liceo Massimo D'Azeglio.

Ecco i risultati degli esami di ammissione alla terza liceo che Dino Campana ha sostenuto nell'anno scolastico 1901-1902

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Antonella Poggiali: Dino e Sibilla, due scritture e due personalità a confronto

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Una analisi grafologica per la coppia più celebre della poesia italiana

 

Sto percorrendo, nel silenzio di una mattinata autunnale ancora piena di sole, la piana di Badia a Settimo, a 10 minuti di strada da Firenze. A destra campi incolti, a sinistra fabbriche, magazzini, case squadrate nella loro geometria spoglia. Persa nei meandri polverosi di questa grigia periferia industriale dispero di poter recuperare l'orientamento e ritrovare la giusta direzione e non mi accorgo che si sta materalizzando, in lontananza, l'oggetto del mio girovagare: la Badia di San Salvatore a Settimo. La prima cosa che vedo è il campanile, elegante, leggero, svettante su di una nuvola di fogliame verde scuro. Poi il sentierino lungo e ghiaioso che mi conduce sul sagrato della chiesa, rossa di mattoni. Entro. Nella penombra, sulla sinistra accanto all'organo, una semplice lapide in pietra serena con un nome e due date:

 

DINO CAMPANA
POETA
1885-1932

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Luigi Bartolini: Memorie su Dino Campana

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Così lo scrittore e incisore Luigi Bartolini ricorda Dino Campana

foto giovanile di Luigi BartoliniEro andato ad abilare in casa ďuno di quei fiorentini che sanno legare pietrine a musaico. Vecchio, bonario, tollerava tutto. Tollerava che non fossi rientrato in casa, di notte, passandola al vento buio dell´Arno o del Piazzale Michelangelo. Fra le altre cose, tollerò che io tenessi a dormire, nella mia camera, per alcuni giorni, forse una quindicina, Dino Campana. Egli dormiva in terra sopra una stuoia dozzinale. Diceva che non gli importava di dormire per terra: e, sopra il punto del suo grande timore di riuscire ad essere di peso alle persone, tutti quelli che l´hanno conosciuto sanno quanto egli fosse delicatissimo, pudico come una vergine fanciulla che abbia paura di spogliarsi, anche se sta chiusa a chiave dentro la came­ra. Infatti Campana aveva accettato di venire a dormire nella mia casa perché proprio non avrebbe potuto fare a meno. Nessun altro, allora, gli avrebbe dato ospitalità.

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Paolo Pianigiani: Dino e l'Antologia POETI D'OGGI di Papini e Pancrazi

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Fu Papini a suggerire la prima pubblicazione in una antologia di alcune poesie di Dino Campana

L'editore Vallecchi incaricò, nel 1917, Papini e Pancrazi di realizzare una Antologia di poeti contemporanei, che vide la luce nel 1920 , con  il titolo Poeti d'oggi.
I due critici inserirono (pag. 72-78) i seguenti testi di Campana:

La matrona, La petite promenade du poète, Sulla Falterona, presso la Verna, Marradi, Toscana.

Riproduciamo il carteggio del Maggio del 1917, dove Papini propone a Pancrazi di inserire, nella lista dei poeti selezionati, Campana.

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Massimo Bubola e Dino Campana: una canzone

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Testo e musica di M. Bubola

 

Pochi l’hanno capito, molti l’hanno deriso
quel poeta ragazzo, quanti l’hanno ucciso
quanti critici sciocchi, poeti da salotto
quanti illustri colleghi gli cancellarono il volto


Iero ho sognato Dino Campana
col fantasma di Ofelia nella pallida luna
e si scambiavano gli occhi per capire più il mondo
le lenti delle lacrime, le lenti dell’incendio


lui non voleva la pace e non voleva la guerra
solo gettare quel ponte tra l’infinito e la terra
lui non voleva un amore per ripararsi dal cielo
così discese all’inferno per salvarsi dal gelo


Ieri ho sognato Dino Campana
scendere giù dal Falterona
e cadergli vicino una stella lontana
e coprire di sangue quella nera montagna

E di Dino Campana leggevamo la sorte
nelle luci più scure, nelle più chiare ombre
dal dolore bambino di una madre distante
alla sua breve vita, alla sua lunga morte

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Achille Cattani: la foto di Campana in gita alla Falterona

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 Da: Achille Cattani,  Idealità, La vita di Ernesto ed Anna, II volume, tipografia Faentina, Faenza - 1974

Dino è il secondo da sinistra.

La foto fu pubblicata per la prima volta nel libro Dino Campana, Le mie lettere sono fatte per essere bruciate, a cura di Gabriel Cacho Millet, Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro, 1978. La descrizione del viaggio riportata dal libro di Achille Cattani aggiunge nuove informazioni a questo episodio della biografia campaniana.

Ringraziamo il professor Stefano Drei, curatore del sito del Liceo Torricelli di Faenza, per la puntuale segnalazione.


.... Curioso, Anna, quando ricordo la parola “psicanalisi”, sempre più oggi nominata, mi sovviene di Dino Campana, tenuto in un ritiro per alienati di mente. Quando ci penso mi dispiace veramente. Non credo che gli possa servire la psicanalisi con le cure che ne possono derivare, quanto più gli sarebbe giovevole una esistenza indipendente da stentate necessità della vita. Si è sfibrato con la sua vita randagia, denutrendosi e in lotta con il suo animo poetico. L’ho conosciuto ala cascata dei Romiti nell’Appennino Toscano.

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