Dino Campana e l'amore
di Silvano Salvadori

Abusata la storia d’amore con Sibilla, come abusate sono le interpretazioni dei rapporti con le prostitute! Abusate nella loro interpretazione di cronaca, senza guardare al di là, o meglio senza guardare “al di dentro” del poeta!
Pochi, come Dino, non hanno scritto poesie convenzionali d’amore, coi loro tormenti, nostalgie, speranze ecc. : egli è alieno da ogni svenimento per le belle donne.
La vicenda per Sibilla ha spesso interessato per la sua morbosità, in un momento in cui la sua opera poetica era quasi conclusa; è una vicenda umana da guardare con sommo rispetto in cui Dino è vinto dall’amore. Ma quando si è vinti non si può rappresentare l’amore: si può solo viverlo e nel viverlo si può solo inginocchiarsi davanti a quel terribile dio giovinetto che ha nome Eros. Dinanzi a lui le nostre miserie divengono palpitante carne, carne sofferente che cerca solo la normalità; carne e corpo che rinunciano all’”opera”, per divenire vita quotidiana, per divenir carezza, sospiro, incontro, attesa. Davanti all’amore si vorrebbe rinunciare alla genialità, si accetta di farsi dimenticare dalla storia, dal destino, per trovare quel tempo che è fatto di rintocchi concreti, di minuti consumati e basta. Non si vuol essere speciali, poeti, superuomini.