Dino Campana

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Dino Campana

Piero Santi: Ricordo di Campana

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Da La Nazione, Firenze, 31-5-1939

foto di Piero Santi e Gabrio Ciampalini

Piero Santi e Gabrio Ciampalini alla "Beppa", Firenze 1970

(La redazione ringrazia l'amico Gabrio, per averci consentito la pubblicazione di questa foto)

 

Nota di Paolo Pianigiani 

Piero Santi è nato a Volterra nel 1912 ed è scomparso nella sua Firenze nel 1990.

Ho conosciuto in anni lontani Piero Santi, straordinario intellettuale fiorentino, autore di libri come: "Due di loro", "Amici per le vie" e "Il sapore della menta". Nella casa studio, all'Erta Canina, sulle colline sopra Firenze, in mezzo a librerie senza fine, spiccava un quadretto con la riproduzione a stampa di una strana poesia. Era Piazza Sarzano di Dino Campana. "Un poeta nostro che devi leggere", mi disse Piero. Per me quello è stato l'inizio del grande incontro con Dino.

Non mi ha sorpreso quindi il sapere che nel 1939 Santi scrisse questo ricordo su Dino Campana, che lascio ai nostri lettori intatto nella riproduzione dalla pagina de La Nazione, perchè si conservi lo spirito di quegli anni.

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Giacomo Natta: Il cappotto di Dino Campana

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Un ricordo di Giacomo Natta su Dino Campana e i letterati di Firenze

Pubblicato su Paragone, 124, Firenze, Sansoni, 1960

Sei o sette anni fa, a Torino, dov'ero di passaggio; andai a vedere la mostra degli Espressionisti Tedeschi, in palazzo Madama. Entrando nella prima sala, a due passi dalla porta mi trovai in presenza di Teodoro Daübler. Era seduto in poltrona, maestoso. Posto al centro della parete che mi si parava dinanzi, egli figurava, nella sontuosa cornice dorata, in tutto il suo volume naturale. Il poeta, che avevo, nel 13, lasciato poverissimo, trasandato e problematico, nel quadro di Nolden riposava l'anima; nell'agiatezza, nel benessere del corpo. La sua grande barba, senza dubbio fragrante, mi parve accarezzata dal successo. Era vestito di ricchi panni inglesi sicché io gli posi la mano sull'avambraccio e lo strinsi per rallegrarmi, e insieme godere della qualità del tessuto...

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Carlo Bo: Dino Campana

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da Carlo Bo, Dell'infrenabile notte, in "Frontespizio", dicembre 1937, poi in Otto studi, Vallecchi, Firenze 1939

Carlo BoI termini della storia poetica — così come quelli della vita — di Campana stanno in queste due invocazioni: «O poesia poesia poesia. Sorgi, sorgi, sorgi» e «O poesia tu non tornerai». Diciamo i termini ufficiali, i limiti di una vicenda unica nella storia della letteratura di questo secolo ma dentro, dentro che cosa c’è stato, che cosa c’è stato di riconoscibile e di identificabile per lo spettatore sospeso, senza fiato, senza soccorso della memoria critica? Questa è la domanda che ossessiona la critica da quando furono pubblicati i Canti orfici.

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