Premio Boine al Parasio a Maria Novaro
Sabato 1 ottobre alle ore 17 nel salone delle conferenze del Monastero di Santa Chiara del Parasio di Imperia si terrà la cerimonia di premiazione del “1° Premio Boine al Parasio”.
Nell’occasione la Presidentessa della Fondazione, l’Arch. Maria Novaro, riceverà il Premio Boine al Parasio nella categoria “promozione e sostegno della cultura ligure”.
Damiano Benvegnù: uno spettacolo per Dino Campana
intervista di Paolo Pianigiani
Testo di Damiano Benvegnù Musiche di Mauro Pandolfino
Damiano Benvegnù: voce narrante
Mauro Pandolfino: chitarre acustiche, mandolino e voce
La storia del poeta Dino Campana (Marradi 1885- Castel Pulci 1932), ripercorsa attraverso la sua stessa opera.
Il lavoro composto ed articolato, oltre che eseguito, da Damiano Benvegnù, Mauro Pandolfino e Stefano Scanu, vede la ricostruzione della vita rocambolesca e tragica del poeta e dell'uomo Campana, anche attraverso l'utilizzo di materiale e di testimonianze dell'epoca, ma concentrandosi in particolar modo sulla lettura ed il commento di brani scelti dal suo unico, fondamentale, libro: i "Canti Orfici".
Giovanni Boine
Gli Affondi e gli Studi, i Plausi e le Botte
| di Anselmo Geribò1 |
Affondi... A questo titolo ci si è arrivati, nel mentre qui in redazione si parlava di Athos Gastone Banti, sfidante o sfidato a duello, fra il 23 e il 24 di giugno del 1916, e ci siamo imbattuti in un codice cavalleresco sui duelli2, dove di affondi e stoccate si parla: con Dino, sempre si va al fondo, scuro o luminoso, delle cose...
Comunque, affondi, sprazzi, approfondimenti, dipanarsi mai domo delle curiosita, dalle carte e dalle cose emergenti si parlera in questa parte, scegliendo fra i contributi piú recenti.
Recentemente sul proprio Sito Istituzionale, l'Università degli Studi di Firenze ha pubblicato i quattro manoscritti dell' Esame di abilitazione all'insegnamento, che Dino Campana sostenne presso l'Istituto di Studi Superiori fiorentini per l’abilitazione all’insegnamento delle lingue straniere, nel 1911:
Si tratta dei seguenti elaborati, sia in brutta che in bella copia:
un tema in italiano (A zonzo per Firenze),
uno in francese (Le repentir),
un dettato e una traduzione dall’italiano al francese.
La prova andò male, Dino non fu ammesso agli orali, per non aver superato la prova scritta.
Dino Campana
Itinerario doloroso nella vita di un poeta. Da un luogo all'altro della fantasia,
della realtà e della follia per approdare al messaggio poetico
a cura di Walter Della Monica
Dino Campana nasce a Marradi nella cosidetta Romagna toscana il 20 agosto 1885, ed è da considerarsi a tutti gli effetti poeta di area romagnola. A Marradi, infatti, c'è il Passo della Calla che è il displuviale geografico che divide la Romagna dalla Toscana. Poiché Marradi è sul fiume Lamone che corre verso l'Adriatico, esso è geograficamente in Romagna, o meglio nella Romagna toscana, come la chiama anche Gianfranco Contini nelle sue note biografiche riguardanti Dino Campana. Il padre era maestro elementare. La madre, sensibile e inquieta, non rappresenterà mai l'ideale materno di cui il poeta sentiva particolarmente bisogno e la mancanza di quell'affetto sarà tema ricorrente nella sua poesia.
Frequenta a Faenza il collegio salesiano e poi il Liceo Torricelli. Ha quindici anni quando in lui si manifesta per la prima volta la malattia mentale con violente crisi contro la madre. Tre anni dopo — mentre sta terminando gli studi a Torino, dove la famiglia si era trasferita — la sua prima fuga con incidenti e risse che lo porteranno ad essere arrestato a Parma. Fu in questo periodo che il diciottenne Campana, che sembra subisse un certo fascino per le divise militari, fece domanda per essere ammesso (e fu ammesso nel gennaio del 1904) nel plotone allievi ufficiali del 40° reggimento fanteria di stanza a Ravenna. Dopo tre mesi fu nominato caporale, ma il successivo mese d'agosto fu prosciolto dal servizio per non aver superato gli esami al grado di sergente.





