GUIDO TALLONE

 

Bergamo 11.5.1894 - ALPIGNANO 30.9.1967

 

di Gigliola Tallone

 

 

 

 

 Guido Tallone dipinge sotto i tamerici nel giardino di Alpignano

 

Allo zio Guido non piacevano i dolci e provava vero ribrezzo verso le caramelle, al punto che a me, alle mie sorelline Laura e Donatella e ai nostri amichetti, dava una mancetta per ogni carta di caramella trovata nel prato della casa di Alpignano. Faceva una eccezione per il panettone, una sola volta all’anno e sempre pochi giorni prima di Natale. Andava al Cova di via Montenapoleone, comprava un panettone, ne strappava un pezzo con le mani e poi lo faceva confezionare nuovamente per farlo recapitare subito a casa nostra, in via Bigli 6. All’arrivo del fattorino, nella sua bella divisa da operetta, era tutto un salto di gioia. Mamma! Papà! Lo zio! È arrivato lo zio Guido! La mamma stava al gioco, siete sicure bambine? Aprilo! Aprilo! E una volta scoperto il panettone con la zampata dello zio, ci infilavamo i cappotti e via verso il Cova. Il tragitto era brevissimo e non c’era alcun pericolo per noi bambine, nemmeno nei pomeriggi invernali milanesi già scuri, dato il rarissimo traffico di auto degli anni ’50. Giunte al Cova era facile trovare lo zio. Dove era un’assemblea di gente festosa, lì in mezzo era il nostro zio Guido.

 

 

 

Washington 1924, delegate WILPF di fronte alla Union Station (Foto appartenuta a Virginia Tango Piatti delegata WILPF)

 

 

Il WILPF

 

di Gigliola Tallone

 

 

Virginia Tango Piatti si reca a Washington il maggio 1924 come delegata italiana WILPF (Lega Internazionale delle donne per la Pace e la Libertà), in sostituzione della prof. Ida Vassalini del gruppo di Milano, malata e impossibilitata ad affrontare il lungo viaggio.
La casa fiorentina di Virginia di via della Fornace 9, frequentata da intellettuali e artisti e definita da un amico “la casa dell’utopia”, era stata perquisita il gennaio dello stesso anno, e vi furono sequestrati opuscoli di “Pax International”, la editrice del WILPF. Riesce, nonostante sia sotto stretta osservazione della polizia politica, a lasciare l’Italia, affidando il figlio decenne al direttore del collegio Domengè-Rossi.  Dal 1920 Agar aveva aperto la sede fiorentina WILPF in casa sua in via della Fornace 9.



Conferenza sul rapporto della famiglia Tallone con Sibilla Aleramo e Dino Campana

 

Biblioteca Marucelliana, Firenze

giovedì 30 settembre 2010 ore 17

di Gigliola Tallone

 

Testo aggiornato con i ritrovamenti di carte il 2021 ad Alpignano

 

 

… Decisa a lasciare Campana ma incapace di abbandonarlo nella sua esaltazione, per Sibilla la scelta di chiedere aiuto alla mia famiglia è quasi obbligata, poiché nessuno degli altri suoi amici avrebbe accettato, avendo tutti antipatia per il giovane poeta, l’intima amica di Sibilla a Firenze, Matilde Marfori, in testa. Non solo, Eleonora possiede la casa di Alpignano, ereditata dalla madre, vicina a Rubiana - un tratto che in bicicletta si copre in venti minuti - mentre la sorella Virginia abita a Firenze: Rubiana e Firenze, i due principali luoghi in cui Dino soggiorna il 1917.

 

 

 Milini, Archivio Tallone Milano

 

 

 

EMILIA TALLONE

(MILINI)

 

(Bergamo 2.4.1891-Alpignano 4.2.1943)

 

di Gigliola Tallone

 


 

Ringrazio la mia amica Gigliola per aver voluto condividere qui, su sito di Dino Campana, il suo splendido lavoro su Emilia Tallone, detta Milini, sua zia, già in parte pubblicato sul sito www.archiviotallone.com

(paolo pianigiani)

 


 

 

Zygmunt Perkowicz. Foto dedicata da Maria Boerio a Eleonora Tallone.

Archivio Tallone Milano, Prov. Aurora Ciliberti 

 

Zygmunt Perkowicz, la Russia, la Granvigna e Dino Campana

 

Destino di poeti

 

di Gigliola Tallone

 

Novembre 2022

 

 

Ringrazio Gigliola Tallone per avermi permesso di pubblicare qui, sul sito di Dino Campana, la storia di un artista, esule dal suo paese, Zygmunt Perkowicz: una storia drammatica e triste ma magnifica. Dino ne venne a conoscenza quando andò in visita alla Granvigna e ne rimase molto impressionato; se ne ricorderà nella celebre "lettera di Natale del 1917"

Tutte le immagini provengono dall'Archivio Tallone di Milano

(paolo pianigiani)

 


 

Certi avvenimenti straordinari possono solo essere “raccontati”, proprio per aggiungere alla verità il sentimento, l’atmosfera, la natura complessa dei protagonisti. Il contributo del racconto porta ad un ampliamento del quadro troppo ristretto a note e documenti, e si propone di restituire a un indimenticabile antico amico di famiglia, la sua anima. Per la fedeltà ai fatti che menziono, a voi giudicare, leggendo la piccola monografia di Zygmunt Perkowicz dedicatagli dallo storico del risorgimento, Terenzio Grandi, esperto e inimitabile appassionato di Giuseppe Mazzini, a cui resto fedele e di cui riporto alcuni punti importanti. Egli conobbe e frequentò Zygmunt nell’ambiente intellettuale italiano-polacco di Milano di Nictopolion Maffezzoli ed era testimone delle sue frequentazioni e amicizie. (cfr. Terenzio Grandi,“Un viandante dell’Ideale: Zygmunt Perkowicz, Milano Casa Editrice Risorgimento, 1917.)

 

 

 

Gigliola Tallone: Per Dino

 

 

 

Cesare Tallone, Irene con le ciliegie. Accademia Carrara di Bergamo 

 

 

Irene Tallone

(Bergamo 16.1.1889 – Milano 4.4.1905)

di

Gigliola Tallone

 

www.archiviotallone.com

 

Novembre 2022

 

Ringrazio la mia amica Gigliola per avermi permesso la pubblicazione, qui sul sito di Dino Campana, del suo ricordo di Irene .

(paolo pianigiani)

 

 

Irene, la primogenita di Eleonora e Cesare Tallone, era la luce degli occhi di suo padre, la sua modella preferita, da lui ritratta innumerevoli volte sempre disposta alle lunghe pose per compiacerlo. Era una bambina fragile di salute, ma di forte determinazione e di intelligenza precoce. Dotata di grande sensibilità musicale era avviata allo studio del pianoforte al Conservatorio a Milano l’anno della sua morte. Di lei mi parlano i ricordi intrisi di tristezza dei miei, e le poesie che la zia Virginia le ha dedicato, alcune pubblicate, altre così intime da restare nascoste tra le carte come petali di fiori che si mettono tra i fogli a seccare e a ricordare. Soprattutto mi parlano di lei i ritratti del padre. Una piccola creatura involata prima di diventare donna.